Artigiani e partite Iva, rabbia a Cagliari: “Lavoriamo anche con febbre e infortuni”

Nicola Loi, artigiano che si infortuna in una pasticceria di Quartu rompendosi le ossa nasali, non avrebbe forse mai pensato di diventare un piccolo grande simbolo dei lavoratori che operano per pochi euro al giorno in condizioni critiche: “Non possiamo neppure farci male”. Matteo Usai: vietato combattere per i nostri diritti, uno schifo totale. L’imprenditore Troncia: costretto a lavorare anche con l’ernia inguinale. Francesca Melis, partita Iva: ammalarci, stancarci, vivere, è un sogno proibito e l’inps passa velocemente all’incasso

di Jacopo Norfo

Nicola Loi, artigiano che si infortuna in una pasticceria di Quartu rompendosi le ossa nasali, non avrebbe forse mai pensato di diventare un piccolo grande simbolo. Del coraggio, con un grido di aiuto che fa rumore: ” Ho dovuto rifiutare le prestazioni inail perché a noi commercianti e artigiani non ci pagano le giornate perse….. Ho scritto questo per far capire che i piccoli commercianti e artigiani non vivono nell’oro ma si fanno il mazzo per mandare avanti la baracca. Noi non abbiamo il diritto di stare male, non possiamo permettercelo e prima di lamentarvi dei nostri orari e prezzi pensateci 2 volte”.

E ora sono in tanti, suoi colleghi, a dargli ragione sulla nostra fan page. Ad esempio Giovanni Musinu che scrive: ” Non abbiamo riposo non abbiamo nemmeno diritto ad ammalarci….. pero continuano a cavarci sangue dalle vene!!! “. E c’è anche qualche imprenditore che non solo difende gli artigiani, ma si sente a sua volta vittima di un sistema del lavoro spesso strangolante: “Sono un imprenditore e verso febbraio ho dovuto operare un ernia inguinale- spiega Giuseppe Troncia– per guarire bene dovevo stare almeno un mese a riposo. Ma siccome un mese fermo non è possibile, visto che non abbiamo nessuno che ci campa, nonostante paghiamo tutto, inail ecc ecc dopo cinque giorni stavo di nuovo lavorando zoppicante e dolorante”.

Matteo Usai aggiunge: “Noi lavoriamo 15 ore al giorno. Mettiamo in pericolo ogni giorno salute e relazioni di ogni genere e tipo, veniamo trattati come evasori fiscali a prescindere e non abbiamo nessun diritto di nulla. E spesso lasciamo perdere tutto perché non abbiamo nemmeno il tempo per combattere le nostre battaglie. Le battaglie sui più fondamentali diritti umani. Uno schifo totale”. E il disagio non risparmia neanche le donne: “Sono anch’io un’ artigiana e ho sempre lavorato nonostante febbre alta o malattie varie. È una vita che dico che la nostra categoria è una delle più sfruttate. Mai avessi la malsana idea di rimanere in cinta credo che mi toccherà partorire nel mio lavoratorio, le tutele ce le sogniamo”. E le partite Iva? Francesca Melis racconta: “Infatti io ho la partita Iva,vietato ammalarsi,vietato stancarsi,vietato vivere…e le assicurazioni te le paghi e molto salate,quelle private ovvio,,perché l’INPS è un obbligo di 905 euro al trimestre,più il conguaglio a luglio di 2000 o 3000 euro,,,ma non ammalarti,,,a loro non frega un Ca…..o”.

jacopo.norfo@castedduonline.it


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