Aritzo zona rossa, l’albergatore in lacrime: “Prenotazioni cancellate, qui la situazione è drammatica”

Dalla felicità delle camere piene al dramma del vuoto totale. Matteo Manca è il titolare dello storico hotel Moderno: “Una catastrofe, devo pagare i fornitori. Siamo nel fior fiore della stagione turistica e sono costretto a guardare il mio paese deserto da dietro le finestre. Fateci lavorare, non vogliamo indennizzi”. GUARDATE il VIDEO APPELLO

Le sue sedici camere erano già state prenotate: “Dieci persone dal Cagliaritano, poi da Olbia e Sassari”. Sino all’entrata in zona rossa, Matteo Manca, 43 anni, titolare dello storico hotel Moderno di Aritzo, aperto negli anni Cinquanta, era “entusiasta. Mi rincuorava vedere la gente nel paese, anche se poca. C’era un piccolo spiraglio”, spazzato via dalla zona rossa prima e dalla zona rossa rinforzata sino al venticinque giugno dopo. Lui, a capo dell’albergo a conduzione familiare, non nasconde di aver anche pianto dalla disperazione: “Sì, per tutta la comunità la zona rossa è una mazzata, una tegola che ci è caduta sulla testa. Siamo nel fior fiore della stagione turistica, i vacanzieri sfrecciavano dritti per il paese e, ora, posso solo guardare tutto attraverso le finestre”. Il lockdown durerà per altri otto giorni, quelli che danno – meglio, che avrebbero dovuto dare – inizio alle danze estive in una Sardegna tutta in zona bianca, con l’unica “macchia rossa” del paese della Barbagia.

 

 

“È una catastrofe”, ammette sicuro Manca, “tutte le prenotazioni che avevo sono state cancellate: cerimonie, gruppi ed eventi”, tutto scomparso, tutto annullato. “Ho fornitori e utenze da dover pagare, non so cosa fare”, dice disperato l’albergatore, “spero che al più presto ci riaprano e facciano tornare Aritzo alla normalità. Vogliamo lavorare, non avere indennizzi”.