Architetti, un tirocinio professionale obbligatorio potrebbe sostituire la prima prova dell’esame di stato

Prevista una tavola rotonda tra gli Ordini territoriali della Sardegna, Università e CNAPPC per elaborare strategie in grado di agevolare l’accesso dei giovani laureati nel mondo del lavoro

In questi giorni al centro dell’agenda dell’Ordine degli Architetti della provincia di Cagliari e del Sud Sardegna, ci sono i lavori per l’organizzazione della tavola rotonda “Collaborazione continua tra CNAPPC, Università e Ordine degli Architetti territoriali”, che si terrà venerdì 7 febbraio presso l’aula magna Gaetano Cima della Facoltà di Ingegneria e Architettura di Cagliari in via Corte d’Appello 87, ore 17:30. Il dibattito avrà come tema di riferimento le metodologie d’accesso alla professione al termine del naturale percorso universitario.

Secondo la Presidente dell’Ordine Teresa De Montis il confronto nasce dall’esigenza di un dialogo costante tra le parti coinvolte nel processo formativo, al fine di tutelare il futuro della professione e di garantire concrete opportunità ai nuovi laureati. L’intesa porterebbe alla firma di un protocollo volto all’attivazione di tirocini professionali da 900 ore, lasciando agli Ordini territoriali l’incarico di accreditare gli studi aderenti al programma e di rilasciare le certificazioni finali. I tirocini diventerebbero quindi sostitutivi della prima prova dell’esame di stato per garantire il passaggio alla successiva prova con un bagaglio di competenze avanzato.

                                                                                                                                                        

  Nel corso degli interventi si partirà dall’esigenza di dare continuità al percorso universitario mediante un nuovo modello formativo che sappia valorizzare il rapporto tra la vecchia e nuova generazione di architetti. Tra gli obiettivi vi è quello di favorire il passaggio e l’accrescimento delle competenze, al fine di immettere nel mondo del lavoro professionisti che siano già in grado di lavorare in autonomia.

Teresa De Montis definisce “non convenzionale” questo nuovo modello, e specifica: «fare l’architetto al giorno d’oggi significa essere al passo con l’evoluzione tecnologica dei nuovi software, ma è altrettanto vero che tali competenze non sono sufficienti se non si conosce il processo edificatorio. Il mutuo scambio di competenze tra gli architetti della vecchia e della nuova scuola dev’essere l’imperativo che muove il tutto».

Secondo dati CNAPPC, per la prima volta dal 2016 gli iscritti all’albo hanno subito un lieve calo, passando ai 152.689 iscritti per il 2017 rispetto ai 153.659 del 2015: una realtà dalla quale partire per proporre nuove soluzioni che invertano questo trend.

  Il dibattito, organizzato e coordinato dall’Arch. Stefano Mais– il più giovane dei consiglieri dell’Ordine degli Architetti CA e SU- vedrà la presenza di Paolo Malara (Consigliere del CNAPPC), Caterina Giannattasio (Docente DICAAR, Università degli Studi di Cagliari, Delegato CUIA), Teresa De Montis, Tiziana Campus, Laura Del Rio, Patrizia Sini (Presidenti degli Ordini Professionali CA e SU, SS, NU e OR), Francesco Spanedda (Consigliere dell’Ordine SS) e Mario Lilliu (Consulente Alta Formazione dell’Ordine CA e SU) e dell’Assessore al lavoro per la Regione Sardegna Alessandra Zedda.

Tra gli ospiti l’Arch. Gaetano Longo, Senior Architect dello Studio Lombardini 22 di Milano – operante a livello internazionale e primo in Italia per fatturato secondo i dati de Il Sole 24 Ore-  che in tale occasione darà il via all’iniziativa “2×1”, promossa dall’Ordine degli Architetti CA e SU. 2×1 diventerà un appuntamento mensile che vedrà alternarsi affermati progettisti con percorsi lavorativi differenti, che attraverso il racconto di due opere ripercorreranno il loro ingresso nel mondo professionale mettendosi a disposizione dei giovani. Il direttore di Lombardini 22 aprirà questo percorso presentando le opere milanesi FBF di via Fatebenefratelli 14 e Caselli Daziari di Corso Sempione.

Al termine del dibattito interverranno i giovani architetti e gli studi professionali locali, oltre ai rappresentanti di UNICA e UNISS.


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