Arbus, no a Soru: bocciato l’hotel di lusso a Funtanazza

Gli uffici del Comune di Arbus hanno respinto il progetto della società Riva di Scivu dell’ex presidente della giunta regionale che prevede la conversione dell’ex colonia marina degli anni ’50 del secolo scorso in albergo di 5 piani con spa, suite e piscine

No a Soru. Niente albergo a Funtanazza. Gli uffici del Comune di Arbus hanno respinto il progetto della società Riva di Scivu dell’ex presidente della giunta regionale Renato Soru che prevede la conversione dell’ex colonia marina degli anni ’50 del secolo scorso in hotel di lusso. Decisivi i pareri negativi della Soprintendenza ai Beni paesaggistici e del Parco Geominerario.
L’ex colonia marina “Francesco Sartori” fu realizzata, 33 mila metri cubi entro la fascia di 300 metri dal mare di Funtanazza, negli anni ’50 del secolo scorso per ospitare i figli dei minatori della zona durante le vacanze estive (200 bimbi e 60 adulti).L’edificio da anni sono si trova in pessimo stato di conservazione a causa dell’zione corrosiva della salsedine che ha compromesso gli elementi strutturali.
L’intervento della società di Soru prevede, attraverso il “Piano Casa”, la conversione dell’edificio novecentesco in struttura alberghiera attraverso la demolizione della vecchia struttura e la riedificazione in hotel su 5 piani fuori terra con 68 camere per ospiti e 7 per il personale. Con una meeting rom da 240 posti, una palestra per fitness e sala ristorante, 3 suite con piscina poi una Spa su due livelli e una lama d’acqua – infinity pool al bar ristorante.
Ma ieri l’ufficio Suap del comune di Arbus ha detto no al progetto. Tra i pareri negativi spicca quello del
Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, secondo cui “l’intervento non è compatibile con le finalità e con la disciplina d’uso del Consorzio del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna” e quello del Mibact che l’ha definito “incompatibile con i… vincoli di inedificabilità in quanto l’intervento di demolizione integrale e costruzione ex novo con redistribuzione volumetrica quale quello proposto, deve per quanto ampiamente già esposto – essere considerato un intervento di “nuova edificazione”, non essendo riconducibile alla categoria della “ristrutturazione edilizia” … ciò perché la proposta progettuale si richiama soltanto in forma evocativa alla sagoma originaria, ma sposta una parte delle cubature e modifica le altezze dei vari corpi di fabbrica in ambito sottoposto a tutela”.

Insomma si tratta di un intervento di nuova edificazione e quindi ha necessità di un’altra procedura nell’ambito del Ppr.


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