Anziano massacrato di botte e rapinato a Piscinas, tre arresti: la “mente” era un 16enne

L’hanno preso a sprangate e colpi, rompendogli 12 costole, riducendolo quasi in fin di vita, per rubargli monili e oggetti preziosi. Due 22enni finiscono in carcere a Uta, in casa famiglia un minorenne: è lui ad aver ideato il tremendo piano. Tutti i dettagli

Gian Marco Garau, 22enne di Carbonia ma residente a Nuxis; Mirko Manca, cagliaritano di ventidue anni ma con casa a Villaperuccio; un sedicenne di Nuxis. Sono loro, stando alle indagini dei carabinieri, i tre autori del pestaggio e della rapina avvenuta lo scorso 26 ottobre a Piscinas. La vittima è un anziano di 78 anni, Pinuccio Uccheddu: i due ventiduenni sono entrati nella sua abitazione col volto coperto e, dopo aver spento la luce, l’hanno colpito alla testa con una spranga di ferro e, dopo averlo riempito di botte e averlo immobilizzato con del nastro adesivo e lacci, hanno rubato monili e oggetti preziosi. Sono stati i carabinieri di Giba i primi a dare la caccia agli aggressori. L’anziano, vedovo da poco, è stato portato al Dirai di Carbonia con dodici costole rotte, lesioni e ferite su tutto il corpo ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico, perdendo la milza. Dopo varie perlustrazioni, i militari hanno bloccato i due maggiorenni a bordo di un’auto: portati in caserma, uno dei due ha fornito false generalità. I militari hanno sequestrato comunque la loro Opel Corsa, i vestiti e i loro cellulari. Tre mesi di indagini serrate svolte dal Norm della Compagnia di Carbonia, hanno permesso di risalire ai tre malviventi: nell’abitazione dell’anziano sono stati trovati i nastri da imballaggio e cavi, oltre a tante tracce di sangue. “Sono state fondamentali le testimonianze dei vicini di casa della vittima che hanno visto aggirarsi, più volte, la Opel Corsa della banda. Si tratta di tre disoccupati, conosciuti in città”, spiega il capitano dei carabinieri di Carbonia, Lucia Dilio.
Il piano è stato ideato e progettato in tutti i suoi dettagli da un sedicenne, che ha svolto il ruolo di basista e di “palo” durante la rapina. “Sui cellulari dei rapinatori abbiamo trovato dei selfie, scattati dentro la casa del 78enne, con il volto coperto da dei passamontagna. Si sono portati dietro tutto l’occorrente per la rapina, dal piede di porco ai lacci”, informa ancora la Dilio. I due maggiorenni sono stati rinchiusi a Uta, il 16enne è finito in una casa famiglia dove sarà seguito dal Servizio sociale minorile del tribunale per i minorenni di Cagliari. 

In questo articolo: