“Anziani in fila al freddo per il vaccino alla Fiera, mio padre malato costretto ad andarsene”

“Oltre alla fila di auto c’era quella delle persone in attesa, la maggior parte anziane, esposte al freddo vento di maestrale e anche piuttosto assembrate. Mi chiedo se la Regione si renda conto di quale grave disagio comporti per una persona anziana una simile “organizzazione””

Fila chilometrica in via Rockfeller. E qualche anziano rinuncia al vaccino. Scoppiano le polemiche per le vaccinazioni alla Fiera. Eliana Sanna denuncia la “situazione disastrosa in termini di mancata organizzazione al terminal vaccini presso piazza Puddu al quartiere fieristico”, dove la donna doveva recarsi per accompagnare il padre ultrasettantenne con diverse patologie gravi, convocato ieri tramite sms per la somministrazione del vaccino.
“Siamo arrivati in via Rockfeller e abbiamo trovato una coda chilometrica che proseguiva fino all’ingresso e che lasciava intendere che l’unica possibilità fosse quella di percorrere a piedi il tragitto fino ai cancelli”, racconta, “percorso fattibile da chi non ha patologie che interessino anche l’andatura. Non è certo il caso di mio padre, il quale da anni presenta una ateropatia obliterante cronica agli arti inferiori oltre ad essere un soggetto cardiopatico portatore di defibrillatore e affetto da insufficienza renale cronica. La sua sola sfortuna è che viene ancora considerato in grado di deambulare, ma certo non per distanze simili.
Ho deciso”, aggiunge, “di verificare di persona la situazione percorrendo io il tragitto a piedi e ciò che ho visto mi ha fatto indignare: oltre alla fila di auto c’era la fila di persone in attesa, la maggior parte anziane, esposte al freddo vento di maestrale e anche piuttosto assembrate.
Mi chiedo se la regione Sardegna si renda conto di quale grave disagio comporti per una persona anziana una simile “organizzazione”.
Mi chiedo se sia così difficile immaginare che convogliare verso un unico hub vaccinale un’ utenza che include diversi comuni di residenza possa comportare un rischio di sovraffollamento con conseguenti lunghe attese per poter svolgere una operazione che richiede probabilmente mezz’ora di tempo.
Mi è stato riferito che quella di oggi è una situazione fuori dalla norma, ma allora da cosa è stata causata?
Ciò che so è che, per tutelare mio padre, abbiamo rinunciato e siamo tornati a casa, ma certo non a cuor leggero, dato che mio padre è uno dei numerosi soggetti anziani e fragili, cui il vaccino Anticovid offrirebbe maggior serenità in termini di protezione da una malattia che, se contratta, potrebbe portarlo facilmente alla morte.
Credo sia importante rendere noto ciò che è successo questo pomeriggio, anche perché la diretta conseguenza per la mia famiglia, ma verosimilmente per quella di tanti altri, è che un soggetto fragile finirà in fondo alla lista dei soggetti ancora da vaccinare a causa di una pessima gestione della campagna vaccinale in termini di spazi, tempi e modi. A che serve dare un appuntamento con un orario preciso, se poi ci si ritrova a dover affrontare ore di attesa nella speranza di arrivare alla meta?”

Ha contato 50 minuti di fila all’aperto anche Francesca Ghirra, consigliera comunale dei Progressisti che ha annunciato un’interrogazione in aula. “La cortesia e professionalità di operatori e medici, oltre alla gioia di aver finalmente ricevuto il vaccino (mia mamma), ci hanno fatto dimenticare la lunga attesa all’esterno, in piedi, al vento, ma mi chiedo: veramente non è possibile organizzare meglio anche tutta la fase di accesso all’hub?” si domanda la Ghirra, “necessario un secondo varco di ingresso per snellire i tempi di attesa” ha commentato questa mattina l’Assessore comunale alle Politiche per la sicurezza e Patrimonio, ma se non ora quando? Non ci resta che chiederlo direttamente a lui, con l’ennesima interrogazione”.