Anziani disabili sfrattati a Quartu: “Nuova casa introvabile, non vogliono finire la vita in struttura”

Il dramma di Vincenzo Cocco e Maria Bonaria Curreli. Niente tetto dopo 15 anni, l’appello disperato del figlio Emilio: “La padrona di casa vuole venderla, abbiamo resistito perché non c’è nessun alloggio a disposizione: possiamo pagare anche 550 euro ma riceviamo solo porte in faccia perché sono anziani”

Hanno vissuto per decenni insieme, aiutandosi a vicenda e mandando avanti, sinché le forze glielo hanno consentito, la famiglia. Poi, giorno dopo giorno, sono stati accuditi dai loro figli. Ora, però, Vicenzo Cocco, 90 anni, e Maria Bonaria Curreli, ottantottenne, stanno per finire in mezzo a una strada. Sono sotto sfratto e dovranno lasciare la loro abitazione di via Scarlatti a Quartu, nella quale vivono in affitto dal 2008, entro i primi dieci giorni di aprile. La lettera con l’ultimatum è già arrivata. Entrambi malati e disabili, non sanno dove andare. È il figlio Emilio, 52 anni, a raccontare nel dettaglio il loro calvario: “Siamo arrivati allo sfratto perché, senza un tetto sicuro, mamma e papà dove finirebbero? Non vogliono andare a concludere le loro vite in una struttura. Lei ha l’Alzheimer, lui è sordo e ha un occhio ormai fuori uso e ha gravi problemi ai reni”, spiega. Anche lui, Emilio, e la sorella, sono sotto sfratto: “I nostri genitori vivono al primo piano, noi al secondo. La padrona delle case vuole ristrutturarle e venderle”.
I tentativi di trovare un altro alloggio sono stati tanti, ma tutti infruttuosi: “Solo porte chiuse in faccia. Nessuno lo dice apertamente, ma appena sanno dell’età di mamma e papà ci dicono che hanno cambiato idea. Siamo disperati, cerchiamo una casa in affitto, possiamo pagare anche 550 euro al mese. Io e mia sorella ci possiamo arrangiare anche andando a vivere in una stanza, mamma e papà hanno bisogno di certo spazi, visto che li segue anche una badante. Chiunque possa aiutarci chiami al numero +393281183091”.


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