Antonio, forestale sardo: “Rischio la vita per 1300 euro, lo stesso stipendio di un usciere regionale”

Spegne incendi, aiuta le persone durante le alluvioni e “taglia” gli alberi pericolanti da ventisette anni, Antonio Zidda, 53enne di Alghero: “I soldi che guadagno sono gli stessi che danno a chi apre e chiude porte e non rischia nemmeno di pestarsi un dito. Voglio lo stesso contratto degli altri dipendenti regionali”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Certo, è un lavoro come tanti altri, almeno di base: contratto e stipendio sulla base delle mansioni svolte. Ma Antonio Zidda, 53enne di Alghero, nella realtà rischia la vita per salvare altre vite. Da ventisette anni è un forestale di Forestas, realtà gestita dalla Regione che però, almeno sino a oggi, non riconosce ai lavoratori lo status di “dipendenti regionali”. E Zidda, questo, lo sa bene: “Siamo stati anche accorpati alla Protezione Civile senza un contratto dove vengano specificate le mansioni che svolgiamo. Il mio contratto è di tipo agricolo, prendo 1300 euro al mese ed il mio è uno dei livelli più alti”, afferma il forestale sardo. “In Regione quella cifra la prende che apre e chiude le porte e non rischia nemmeno di pestarsi un dito, io rischio la vita tra alluvioni, incendi e alberi pericolanti da tagliare. Siamo usati dalla Regione ma non siamo inseriti in un sistema economico adatto”. Cioè: troppi pochi soldi, paragonati alla tipologia di lavoro svolto, più un riconoscimento giuridico che tarda ad arrivare.

 

“Chiedo solo un trattamento diverso da quello attuale, io e i miei colleghi abbiamo il diritto di essere trattati come tutti i dipendenti regionali perchè lo siamo anche noi a tutti gli effetti”. La beffa? “I nostri contratti sono totalmente diversi”.


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