Antonello, principe del pesce: “La cucina cagliaritana non morirà mai”

Un pezzo di storia dei ristoranti a Cagliari passa attraverso i suoi ricordi. Antonello, ristoratore del Corso, è il personaggio del giorno: “La vecchia cucina cagliaritana con i ricci e le orziadas fresche non morirà mai. Resisterà anche alla concorrenza del sushi e dei centri commerciali”


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Un pezzo di storia dei ristoranti a Cagliari passa attraverso i suoi ricordi. Antonello, storico gestore per tanti anni del ristorante Quattro Mori, da due anni e mezzo ha aperto un nuovo locale che si chiama I Mori nel Corso Vittorio Emanuele. Per la rubrica “il personaggio del giorno” di Cagliari Online, la sua storia è perfetta. Lo chiamavano “il re degli antipasti”, in realtà è una memoria storica della ristorazione in città: “Avevo iniziato la mia carriera da giovanissimo al Poetto nel vecchio ristorante Miramare alla quarta fermata- racconta- allora anche il Poetto era completamente diverso, c’erano tanti locali oggi scomparsi. Poi in viale Diaz aprimmo la prima sede dei Quattro Mori per  trasferirci successivamente in via Angioy. Sono beliissimi ricordi perchè nel nostro locale vennero tanti personaggi famosi. Da cantanti come Shakira e Alex Britti a calciatori come Cappioli, Firicano, Pancaro e il grande Max Allegri che poi è diventato un super allenatore. O attori come Pozzetto, artisti come Carla Fracci o la Cucinotta. Ma anche Mazzone, Ranieri, Reja: allora mangiare pesce a Cagliari era come una festa, l’aragosta non mancava mai, ma erano altri tempi dove girava l’economia. Ora si va molto dietro alle mode, come possiamo vedere dai tanti ristoranti Sushi aperti in città. Ma la vecchia cucina cagliaritana non morirà mai: quella che ti può portare a tavola i ricci freschi, gli asparagi, le fave bollite col guanciale, oppure le squisite orziadas, i frutti di mare di stagione dei quali possiamo andare orgogliosi in tutto il mondo. Qui nel centro storico vediamo tantissimi turisti di ogni nazionalità, dai tedeschi ai giapponesi, dai russi agli svizzeri. I croceristi? Quelli si fermano poco, è un turismo mordi e fuggi, tornano a mangiare in nave. Purtroppo in tutti questi anni l’avvento dei centri commerciali ha penalizzato noi commercianti del centro”. 

Ed ecco perchè Antonello Spissu è sempre lì, in un ambiente familiare insieme alla moglie e ai figli e allo storico cuoco Gianni, in una trattoria che sembra ricordare le atmosfere del passato e la grande tradizione italiana. “Cagliari è cambiata ma nel tampo stiamo ritrovando tanti amici insieme ai nostri ricordi- spiega Antonello- servirebbero più parcheggi nel centro storico per agevolare la gente e anche i commercianti. A Cagliari resistono tanti bravi ristoratori e locali storici, altri purtroppo aprono e chiudono nel giro di poco tempo. Consiglio però ai clienti di puntare sempre sulla varietà del pesce, di non accontentarsi solo dei menu fissi, per potere assaggiare e gustare davvero i sapori del mare”. E dopo oltre trent’anni di carriera, in tanti lo chiamano “il principe del pesce fresco”. Con le sue storiche battute: “Prego, siete in perfetto orario…”, ironizza accogliendo i clienti persino a mezzanotte. O quel “lo mettiamo a centrocampo” delle fritture miste giganti. Con quella frase che però rincuora un po’ tutti: “La vecchia sana cucina cagliaritana non morirà mai”.