Antine Milia: “Assegni di merito, Pigliaru tradisce gli studenti”

Lo sfogo del figlio di Graziano Milia in una lettera aperta: “Il contributo regionale agli studenti sardi è discriminatorio”

Via al bando per l’attribuzione degli assegni di merito nel 2015 agli universitari sardi, ed è subito polemica. Un contributo economico di 2.800 euro per gli studenti in sede, e 6 mila per i fuori sede, ma solo per quelli iscritti nelle facoltà scientifiche e che non superino un certo reddito: 35 mila euro di Isee. “Un intervento mirato ad incentivare e potenziare gli studi in ambito tecnico-scientifico”, così come si legge nel bando pubblicato lo scorso 30 dicembre. Sul web esplode la protesta degli studenti, che annunciano di insorgere contro questo bando definito “discriminante”. E una lettera di Antine Milia, figlio dell’ex presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, indirizzata al presidente regionale Francesco Pigliaru e all’assessore alla Pubblica istruzione Firino, con cui vengono contestate queste scelte “non in linea con il programma elettorale presentato quasi un anno fa”.

La lettera. “Sono convinto – scrive il 20enne Antine Milia, che studia al King’s College London – che una società sana e prospera tragga beneficio vitale da un consolidato sistema meritocratico, attento a incentivare e premiare le giovani menti particolarmente brillanti, che sono e vogliono diventare risorsa e futuro per il nostro territorio. Di tutt’altro avviso è la Giunta Regionale, come dimostrano i nuovi criteri per l’attribuzione degli assegni di merito. Una Giunta animata da uno spirito europeista, che vede l’integrazione europea come una preziosa opportunità per la nostra isola, avrebbe esteso la partecipazione a tutti gli studenti sardi che frequentano corsi di laurea in uno dei 28 Stati membri. E poi, perché penalizzare gli studenti iscritti nelle facoltà umanistiche? Infine, il requisito economico non ha ragione di essere inserito in un provvedimento volto a premiare i migliori in quanto tali. Nonostante sia consapevole della difficile congiuntura economica che ha motivato queste esclusioni, era doveroso fare di una promessa elettorale un’azione concreta di governo. Gli studenti meritevoli continueranno ad impegnarsi per confermare la loro eccellenza, sapranno però certamente ricordare il mancato sostegno quando le scelte dell’amministrazione regionale dovranno essere giudicate”.

La polemica degli studenti. “È scandaloso – sottolinea Cecilia – che la Regione non tuteli in alcun modo i suoi studenti meritevoli. Trovo assolutamente ingiusto essere screditato semplicemente perché si frequentano facoltà umanistiche, e cercare di incentivare e motivare le iscrizioni in quelle scientifiche  con un premio in denaro: penso sia la cosa meno educativa che potessero fare”. “Non si tratta di nessuna novità – dice Andreas –  Il principio di base è semplice: lo Stato (o Regione come in questo caso) non ha più posti di lavoro (o quasi) per le materie umaniste, mentre ha un’insufficienza di figure lavorative specializzate in un determinato settore. Per coprire la carenza, quindi, decide di incentivare lo studio di queste materie inserendo un assegno per gli studenti meritevoli che le studiano. Non mi pare ci sia spazio per proteste o per definire questo un’ingiustizia, è semplice mercato del lavoro”. Il testo integrale del bando è consultabile all’indirizzo http://www.regione.sardegna.it/assegnidimerito/.


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