Anabolizzanti dalla Bulgaria a Cagliari per doparsi e venderli nelle palestre: 5 istruttori arrestati

Un maxi giro di nandrolone, cialis e ormoni della crescita per vincere le gare e fare affari, ovviamente illegali. Cinque bodybuilders nei guai, fondamentale la segnalazione fatta ai carabinieri dalla mamma di un giovane atleta. Tutti i dettagli. GUARDATE il VIDEO

Mille compresse, 75 fiale, siringhe monouso da infusione, 16 dispositivi mobili elettronici e, anche, una pistola semiautomatica. È questo il “bottino” trovato dai Nas di Cagliari che hanno stroncato un giro illecito di sostanze anabolizzanti. Un personal trainer di Capoterra è finito nel carcere di Uta e altri quattro (tre di Cagliari e uno di Sestu) ai domiciliari. Stando alle indagini dei militari, dalla primavera del 20183a quella del 2020 hanno fatto arrivare nandrolone, cialis e altri medicinali, alcuni dei quali a tutti gli effetti stupefacenti, per doparsi e per venderli nelle palestre. A una di Cagliari, in particolare, ma ce ne sarebbero anche altre nella provincia. Sostanze anabolizzanti e dopanti, quindi. Le indagini sono partite in seguito alla denuncia fatta anonimamente dalla mamma di un giovane bodybuilder di Cagliari, preoccupata perché il giovane aveva iniziato a utilizzare proprio farmaci anabolizzanti. I cinque personal trainer finiti nei guai sono accusati di “traffico clandestino di farmaci ad azione anabolizzanti e stupefacente al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, ricettazione e esercizio abusivo della professione”.
Le sostanze dopanti arrivavano, dopo ordini su internet, dalla Bulgaria: e in alcune farmacie cagliaritane, inoltre, venivano date senza la prescrizione medica e vendute nel Cagliaritano, destinate a altri venditori e atleti che le prendevano per migliorare le proprie prestazioni anche per gare agonistiche. Tra i denunciati una mamma che ha tolto al figlio farmaco costoso, l’ormone della crescita, per rivenderlo clandestinamente. 


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