Allarme povertà assoluta a Cagliari, sos di Anna Puddu: “Diamo fondi anche a chi non rientra nei piani previsti”

Anna Puddu, la battagliera consigliera comunale dei Progressisti, vera portavoce delle situazioni di emergenza soprattutto nei quartieri popolari, presenta una mozione in Aula: “Oltre 101mila famiglie sarde in difficoltà, tanti a Cagliari: ecco i progetti attuabili, tanti cittadini potrebbero lavorare anche per ripulire i rifiuti, diamo loro un reddito”


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Allarme povertà assoluta a Cagliari, sos di Anna Puddu al Comune: “Diamo fondi anche a chi non rientra nei piani previsti”, cioè a chi non può usufruire delle misure regionali e nazionali disposte per l’emergenza Covid.  In Sardegna, secondo le fonti Istat,  oltre 101mila famiglie si trovano in condizione di povertà relativa, dimensione che sembra coinvolgere non solo famiglie croniche con radicate carriere di povertà ma anche i poveri inattesi: pensionati, lavoratori precari, impiegati del ceto medio, lavoratori in cassa integrazione o in mobilità.

Anna Puddu, la battagliera consigliera comunale dei Progressisti, vera portavoce delle situazioni di emergenza soprattutto nei quartieri popolari, presenta una mozione in Aula, un vero e proprio appello e una proposta concreta, con la speranza che anche la maggioranza che sostiene il sindaco Truzzu lo accolga. Partendo da numeri e presupposti precisi: “Dal mese di marzo 2019, il Reddito di Cittadinanza- ricorda Anna Puddu nella mozione- sostituendo il Reddito di inclusione, rappresenta il principale strumento di contrasto alla povertà. Il RdC, associa il sostegno economico a un percorso di reinserimento lavorativo, con la sottoscrizione di un Patto per il lavoro con i Centri per l’Impiego, mentre per i nuclei familiari con maggiori difficoltà, è prevista la sottoscrizione di un Patto per l’inclusione sociale tramite il Servizio Sociale Professionale. Nel territorio sardo risultano n39854 le domande accolte e nella sola Città di Cagliari coinvolgono n4325 soggetti.  Il 22 ottobre 2019 è stato firmato dal Ministro del Lavoro il decreto n. 149 che consentirà ai Comuni la definizione dei progetti utili alla collettività (PUC), cui il beneficiario del Rdc è tenuto ad offrire la propria disponibilità presso il medesimo comune di residenza, ai sensi dell’articolo 4, comma 15, del decreto-legge n. 4 del 2019. La mancata adesione ai PUC da parte di uno dei componenti il nucleo familiare comporta la decadenza dal Rdc e il beneficiario, è tenuto a mettere a disposizione un numero non inferiore alle otto ore settimanali, aumentabili fino ad un numero massimo di sedici ore complessive settimanali”.

Allora ecco la proposta di Anna Puddu, un vero e proprio patto per il lavoro e per salvare tante famiglie cagliaritane in piena crisi: ” Bisogna promuovere politiche e strumenti integrati di contrasto alla povertà assoluta nel territorio cittadino utilizzando i fondi del bilancio comunale al fine di favorire la massima inclusione di coloro che seppur in condizione di bisogno non possono accedere alle misure nazionali e regionali.  Predisporre un catalogo dei PUC attivabili all’interno dei servizi dell’amministrazione comunale, per tutti i soggetti tenuti agli Obblighi nell’ambito del Patto lavoro/Patto di inclusione sociale che usufruiscono del reddito di cittadinanza. Promuovere l’attivazione dei PUC anche attraverso la rete del terzo settore o delle realtà associative cittadine favorendo l’inserimento dei beneficiari del Rdc in attività ricreative, culturali, sportive, educative, formative e di volontariato”.

Ma sono diversi i settori nei quali i progetti di sostegno possono spaziare a Cagliari: “Ambito culturale, come manifestazioni ed eventi, biblioteche, centri culturali. Poi in ambito sociale:a ssistenza domiciliare e di prossimità, tutela del domicilio, trasporto sociale, accompagnamento, supporto presso centri diurni, attività in favore delle scuole cittadine. E ancora nel campo artistico: mostre e musei, catalogazione patrimonio artistico, accompagnamento viste. Senza trascurare l’ambiente: riqualificazione di percorsi paesaggistici, supporto nella organizzazione e gestione di giornate per la sensibilizzazione dei temi ambientali, riqualificazione di aree (parchi, aree verdi, litorali, spiagge, luoghi di sosta e transito) mediante la raccolta di rifiuti abbandonati, la pulizia degli ambienti ed il posizionamento di attrezzature; manutenzione e cura di piccole aree verdi e di aree naturalistiche, manutenzione dei percorsi collinari e montani, supporto nella organizzazione di eventi di educazione ambientale, informazione nei quartieri sulla raccolta differenziata. E ancora i progetti possono essere attivati nel campo  dell’istruzione e della formazione: supporto per la gestione di attività di istruzione e formazione in favore degli studenti e delle Istituzioni, o nella tutela dei beni comuni: manutenzione giochi per bambini nei parchi e nelle aree attrezzate (riparazione, verniciatura), restauro e mantenimento di barriere in muratura e staccionate, pulizia dei cortili scolastici, rimozione dei graffiti dagli edifici pubblici e dai luoghi di transito, tinteggiatura di locali scolastici, pulizia e riordino di ambienti”. La maggioranza dirà sì?


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