Alghero, Ryanair: privatizzazione al buio di Pigliaru e Deiana?

Il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde commenta la recente presa di posizione di Sanna che si contrappone alle richieste degli altri colleghi

“E’ preoccupante che il sindaco Sanna rompa il fronte del territorio compatto e si unisca al coretto stonato del duo Pigliaru e Deiana che chiedono la privatizzazione al buio della Sogeaal.” Così il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde commenta la recente presa di posizione di Sanna che si contrappone alle richieste degli altri colleghi.

“Sono tanti i sindaci sardi che assieme al sistema delle imprese, agli operatori turistici e alle rappresentanze sindacali dei lavoratori che prima della privatizzazione chiedono garanzie sulle strategie di sviluppo dello scalo aeroportuale di Alghero che contemplino la diversificazione di rotte e vettori e la condivisione del Piano industriale della società che ad oggi è stato secretato. E sono convinto -sottolinea l’ex sindaco di Alghero-  che preliminarmente occorra anche leggere la decisione della Commissione Europea del 29 luglio, anch’essa secretata, che assolvendo Sogeaal parrebbe aprire importanti scenari. E’ evidente che Sanna è stato richiamato all’ordine dai maggiorenti del PD che puntano alla privatizzazione dello scalo ad ogni costo.

 Questa scelta della Giunta Regionale e del PD -attacca con fermezza Tedde- consentono ora di capire le strane scelte del duo Pigliaru e Deiana che  dopo essere rimasti alla finestra per 21 mesi, a dicembre dello scorso anno hanno motivato il loro dannoso immobilismo con la pendenza della procedura di infrazione sulla legge regionale 10 del 2010 che secondo loro  richiedeva una forzata pausa di riflessione. Legge che invece nel 2011 era stata ritenuta giusta da Deiana e che aveva esaurito i suoi effetti finanziari nel dicembre del 2013. Invece di proporre altre norme sono rimasti al palo. Ora che la Sogeaal è stata assolta alla fine dello scorso mese di luglio Pigliaru e Deiana continuano a prendere in giro i Sardi giustificando l’immobilismo con  la contradditoria tesi secondo la quale  “la decisione della Commissione Europea dice tutto quello che non si può fare, ma nulla dice su ciò che invece è concesso”.

Pigliaru e Deiana fingono evidentemente di non sapere che la decisione può costituire al massimo un precedente, comunque favorevole, ma che la disciplina del sostegno al traffico aereo, compreso quello low cost,  -incalza Tedde- è contenuta negli orientamenti europei dell’aprile del 2014 e dal quadro normativo nazionale costituito dallo Sblocca Italia, dal decreto Lupi e dalle direttive Enac. Oggi, sostenuti da Sanna, mentre l’Abruzzo adotta il piano di incentivi al low cost, Pigliaru e Deiana lo  bloccano sostenendo la tesi bizzarra che prima del piano di incentivi  è necessario privatizzare la Sogeaal. Una decisione incomprensibile sotto il profilo tecnico e  assurda sotto quello politico, che fa presagire foschi scenari anche alla luce del fatto -denuncia Tedde-  che non ci consentono di leggere il Piano industriale approvato nello scorso mese di luglio che verosimilmente prevede una riduzione del personale.  Una decisione che ha costituito un fulmine a ciel sereno, che è stata portata in Consiglio Regionale il 2 agosto con la sospetta pretesa di una procedura d’urgenza che non ci consentiva di vedere il Piano industriale e la decisione della Commissione  Europea favorevole a Sogeaal. E con il commento a margine di un autorevole esponente del Governo regionale che ingenuamente ammetteva che la “F2I è pronta ad acquisire la maggioranza della Sogeaal”.

Ovviamente ci siamo opposti con forza, per rispetto di un intero sistema economico e di migliaia di famiglie sarde. Ma a  posteriori, rileggendo le singolari e contrastanti giustificazioni addotte da Pigliaru e Deiana in questi 9 mesi per giustificare l’assenza di politiche a favore del low cost, è facile leggere un disegno di una parte importante del centrosinistra sardo che ha come unico obbiettivo quello di privatizzare a qualsiasi costo la Sogeaal e, quindi, affidare lo scalo a terzi probabilmente ben conosciuti.

Tutti questi passaggi politici, solo apparentemente contradditori e singolari -punta il dito ancora una volta Tedde- fanno intendere che l’unico obbiettivo di Pigliaru e Deiana era quello di consegnare le leve economiche di mezza Sardegna ad una impresa privata contigua  della quale non conosciamo le strategie a favore del territorio e attraverso quali strumenti finanziari intende perseguirle. Un vero e proprio disastro di cui Pigliaru e Deiana, assieme al centrosinistra sardo, si sono assunti la responsabilità. Credo che la Sardegna possieda gli anticorpi e le energie per uscire da questo dramma. Ma i danni da risarcire sono immensi. Qualche anno fa -chiude Tedde-  il segretario nazionale  dei DS gioiva dicendo “abbiamo una banca”, riferendosi alla scalata della BNL. Oggi il PD sardo si appresta a dire “abbiamo un aeroporto?”.