Alessia e Martina, le due bimbe uccise dal papà carabiniere: i retroscena dell’assurda tragedia

Una tragedia ancora inspiegabile, assurda, che ha letteralmente sconvolto l’Italia. Il carabiniere che a Latina spara alla moglie e poi ammazza le due bambine. Ecco i retroscena di un’assurda tragedia

Una tragedia ancora inspiegabile, assurda, che ha letteralmente sconvolto l’Italia. Il carabiniere che a Latina spara alla moglie e poi ammazza le due bambine. La data di inizio della tragedia per Alessia e Martina è il 4 settembre, quando hanno assistito ad una scenata che ha cambiato per sempre il rapporto col loro papà. A raccontare l’accaduto è Maria Concetta Belli, avvocato di Antonietta Gargiulo, la donna ricoverata in ospedale, in fin di vita a Quotidiano.net: “Aggredì la moglie prima davanti ai colleghi, sul posto di lavoro, allo stabilimento Findus, poi nella stessa giornata a casa, davanti alle figlie”.
Dopo quell’episodio la moglie lo cacciò di casa e il 7 settembre presentò un esposto. L’uomo la implorò di non denunciarlo: aveva 90 giorni per rendere l’esposto una denuncia a tutti gli effetti. Lui si impegnò ad andare da uno psicologo e a frequentare un percorso genitoriale. Alessia e Martina iniziarono ad andare dagli assistenti sociali. “La bambina più piccola, quando le si chiedeva se voleva vedere il papà – aggiunge l’avvocato – sembrava traumatizzata, non parlava, si limitava a scuotere la testa, facendo cenno di no”.


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