Alessandra di Quartu, cassiera disperata al Brico: “Vogliono mandarmi via, chi mi assume a 50 anni?”

Alessandra Sarritzu fa la cassiera al Brico da decenni: “Mi hanno proposto di andare a Roma, ma senza pagarmi la metà dell’alloggio e con uno stipendio inferiore ai mille euro che prendo, a Pirri, facendo un part-time. Ho detto di no”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Il primo scontrino l’ha battuto nel 1993, nel punto vendita di Santa Gilla. Poi, “dal 2005”, il trasferimento chiesto e ottenuto a Pirri, “per una questione economica e per esigenze personali”. Adesso, però, Alessandra Sarritzu, 50 anni, sta per dire addio “a uno stipendio mensile di mille euro, grazie agli scatti di anzianità. Faccio il part-time, ventiquattro ore alla settimana”. Brico Pirri, dal primo marzo, non esisterà più all’interno della Città Mercato di via Dolianova. E la Sarritzu non sa come “disegnarsi” il suo futuro: “Sono sposata e ho due figli a carico, proprio oggi ho dato il permesso alla più grande di spostarsi a Roma per studiare all’università, ha una borsa di studio ma sappiamo benissimo che lì i costi per vivere sono alti”. E proprio la Capitale è la meta che le avrebbe proposto l’azienda: “Mi hanno offerto questa opzione, ma quando ho chiesto di fare trentasei ore e di avere metà dell’alloggio pagato mi è stato risposto che non è possibile perchè l’azienda è in crisi. Ho quindi detto di no”, afferma. E da marzo, cosa fare? “Sono disperata, dopo tanti anni di lavoro l’azienda mi sta buttando via dandomi un calcio nel sedere senza nessuna opportunità di rimpiazzo, eppure grazie a noi ha guadagnato tanti soldi”, sostiene la Sarritzu.

 

“Mi piacerebbe che Brico rivalutasse tutta la situazione, proponendoci un reintegro dopo i lavori che faranno al centro commerciale. Ho 50 anni e in Sardegna c’è una pazzesca crisi di lavoro”, osserva la donna, “manderò curriculum ovunque ma, se anche un laureato ha difficoltà, immaginatevi me che ho, comunque, dei costi da sostenere superiori rispetto a quelli di un ragazzo”.


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