Alba, picchiata per 20 anni dal marito: “Così sono uscita dall’incubo”

La storia drammatica di una ragazza sarda: “Mio marito era un carnefice, mi picchiò persino in gravidanza. Con queste parole voglio spiegare a tante donne come si può uscire dal tunnel dell’assurda violenza”


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 La storia di Alba potrebbe essere la storia di tante altre donne vittime di ”violenza domestica”. Alba fugge da casa a 15 anni. Una fuga dalla Sardegna verso una grande città del nord Italia, con  colui che credeva essere il suo grande amore. Dopo soli 3 giorni assieme le prime avvisaglie di violenza alle quali lei non diede peso.  Prima dei 16 anni sposa il suo lui, un ragazzo 21enne che sembrava promettere una vita da sogno.

 

Come cominciarono le violenze?

Quando mi son resa conto che frequentava altre donne. Durante una discussione mi picchiò selvaggiamente.

 

Per quanto tempo tempo proseguirono le violenze?

Per 20 anni. Mi picchiò anche in gravidanza . Andai al pronto soccorso solo una volta, l’ultima volta che mi picchiò, avevo un occhio in gravi condizioni e mi spaventai. Dissi di essere caduta e di aver sbattuto.Ero sempre controllata a vista da mia suocera o da mio marito. Mia suocera e mio marito erano d’accordo per fare in modo che io non avessi l’opportunità di denunciare gli abusi.

 

Perché ha subito per così tanto tempo?

I motivi son tanti.  Ero innamorata di questa persona e allo stesso tempo ne avevo terrore. Ogni volta che mi picchiava, speravo e mi convincevo che sarebbe stata l’ultima. E poi la paura di non farcela da sola, non lavoravo e non avevo mezzi di sostentamento. Inoltre mi minacciava che mi avrebbe fatto ammazzare e che avrebbe fatto male anche ai miei familiari. Minacciava di dar fuoco alla casa con me dentro. Vivevo nel terrore, e soprattutto temevo per mio figlio. Ma non solo, anche volendo fuggire e denunciarlo, non avrei potuto, perché ero sempre guardata a vista o da lui o da sua madre che si rese complice di tale bestialità.

 

La sua famiglia non l’aiutava?

Io non dicevo nulla alla mia famiglia. Loro sospettavano gli abusi, finché un giorno lo fece mentre eravamo dai miei genitori in Sardegna e la cosa si palesò. Una mia sorella mi offri di andare a stare da lei ma dopo pochi giorni lui mi convinse a tornare a casa. Continuavo ad amarlo nonostante tutto. Lo so, è difficile da capire se non si vive la situazione, ma era ciò che allora sentivo.

 

Quando ha cominciato a pensare di poter uscire dall’incubo?

So soltanto che una mattina al risveglio mi  resi conto che non sopportavo più di averlo vicino, e di che uomo fosse. Da un po’ lavoravo nella sua azienda con lui, e arrivavano delle telefonate da parte di una donna e mi  resi conto che non mi importava più nulla del fatto che avesse altre donne. Ma strano a dirsi, quando lui si rese conto della mia indifferenza, divenne ancora più violento. L’ultima volta che mi pestò fu perché mi rifiutai di stare con lui. Ho avuto anche conseguenze alla vista. Ero distrutta, non mangiavo più e se mangiavo vomitavo.  Non sapevo a chi rivolgermi, ero sola. Poi  cercai  nell’elenco telefonico e trovai La casa della donna protetta e chiamai.

 

Quindi finalmente la fuga.

Si. Mi aiutò mio figlio a scappare da casa, infatti fu lui ad insistere affinché me ne andassi, perché era convinto che suo padre sarebbe arrivato ad uccidermi. Mi rifugiai nella casa protetta, ma lui mi rintracciò anche lì e venni trasferita in un’altra città. Quando me ne andai arrivò a pagare delle persone per farmi fuori. Quelli presero 15 milioni ma non portarono a termine l’opera. Ebbi fortuna per una volta. Non potendo avvicinarsi a me ebbe la crudeltà di chiedere a nostro figlio di buttarmi dell’acido addosso per sfigurarmi a vita. Ovviamente mio figlio rifiutò.

 

 

Dall’incubo si può uscire, cosa consiglierebbe alle  donne che stanno vivendo una situazione di violenza domestica.

Di non sperare un cambiamento che non avverrà, di non perdonare nemmeno una volta e di sporgere subito denuncia. Oggi son cambiate anche le leggi e ci son molte più associazioni che possono aiutarti. Non ultimo, è cambiata anche la mentalità di chi ti sta attorno. Un uomo che ti picchia non ti ama. Questa è la cosa più difficile da capire per una donna che come me ha subito ogni genere di abuso.

 

Com’è la sua vita oggi?

Sono serena, con il mio nuovo marito ho capito cosa sia il vero amore e il rispetto. Non serbo rancore, voglio solo godermi questa nuova vita priva di paure.

 

 


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