Prezzi di produzione in ginocchio ed export dei carciofi a rischio: agricoltori in ginocchio a Samassi

Non solo i prezzi per concimi e carburanti sono saliti alle stelle: ora incombe il rischio che la campagna del carciofo subisca una brusca frenata. Con l’imminente sciopero degli autotrasportatori la produzione potrebbe non raggiungere la penisola

Samassi, agricoltori in ginocchio, i prezzi di produzione sono raddoppiati e da lunedì, con lo sciopero degli autotrasportatori, c’è il rischio che i carciofi non partano più per il continente.
Sono giorni frenetici, è un susseguirsi di incontri e riunioni tra i vertici di categoria per discutere sulle gravi problematiche che affliggono il comparto agricolo. Non solo i prezzi per concimi e carburanti sono saliti alle stelle: ora incombe il rischio che la campagna del carciofo subisca una brusca frenata. Con l’imminente sciopero degli autotrasportatori la produzione potrebbe non raggiungere la penisola. “Non si sa ancora nulla – spiega Michele Murru, imprenditore agricolo locale – se verranno bloccati i porti potrebbero non partire. Abbiamo un po’ di timore ma è giusto che si manifesti il disagio”. Gli aumenti d’altronde, interessano anche il carburante agricolo: in poco tempo il prezzo è volato alle stelle, passando da 70 centesimi a 1,70. “Una bella mazzata anche perché è da ottobre che le materie prime e il gasolio aumentano costantemente. I concimi ora costano anche 110 euro e prima circa 60 euro”.
Il problema maggiore sarà investire per la prossima stagione, si partirà a giugno, ma non tutti potranno sostenere delle spese così elevate: “Gli aumenti sono molto elevati e veloci e il margine di guadagno si assottiglia sempre di più. C’è il rischio che molte culture vengano addirittura abbandonate, quelle povere sono le più a rischio considerato che le concimazioni azotate provengono maggiormente dalle nazioni interessate dal conflitto bellico”.
Una di queste è il mais, costi e guadagni sono pressoché identici.
Le associazioni di categoria si sono già più volte riunite per discutere sulle attuali problematiche, per il momento, però, non sono previste azioni di protesta. “L’umore è basso, non si può più continuare con questo ritmo, che programmi annuali si possono fare se i prezzi aumentano continuamente? Non si possono fare investimenti azzardati ma il problema dell’agricoltura è che se non si semina oggi, domani non si raccoglie”.


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