Addio green pass, i negozianti di Cagliari cercano i clienti: “Mesi terribili e pochi affari” (VIDEO)

Il rilancio lo attendono, senza più nessuna restrizione, anche i commercianti delle vie dello shopping. Nelle tasche dei cagliaritani non c’è più il pass verde, ma nemmeno tanti soldi. Omar Scalas: “Chiudersi a riccio è inutile, chi può acquistare lo faccia. Sino a ieri tanti hanno preteso che gli controllassi il green pass ma poi non hanno comprato”. Stefano Rolla: “Togliere il pass non basta, ci sono ancora restrizioni per un mese. Il piatto piange tantissimo, ora speriamo anche nei turisti: il primo maggio saremo aperti e contiamo di portare, dopo la sagra di Sant’Efisio, balli e canti in costume nelle nostre strade”. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

La certificazione verde non serve più, ma i portafogli di tanti cagliaritani non si sono riempiti di soldi come per magia. La crisi è ancora forte, e il primo d’aprile il vero “pesce”, per i commercianti, sarebbe quello di non avere nemmeno un cliente. Uno scherzo, quindi. Ma così non è, i clienti non ci sono per davvero nelle vie dello shopping che continuano a boccheggiare. Da oggi si può entrare liberamente nelle gioiellerie, nei negozi di scarpe e di vestiti. Ma se le bollette e i prezzi pazzi sono ancora una realtà, lo spazio per fare acquisti non c’è, non è compreso nei budget familiari. Omar Scalas vende calzature da donna in via Garibaldi: “Non avere più il green pass è una liberazione sicura, un ostacolo in meno verso gli acquisti. Da me, poi, hanno preteso che glielo controllassi gente che, poi, non ha comprato nulla, solo per dialogare o fare contestazioni”, afferma. “Ognuno voleva dire la sua, anche se avevo l’obbligo di fare controlli solo a campione”. Tant’è, da oggi non serve più. Ma gli affari vanno male: “Non ricordo di aver mai vissuto un marzo così brutto, e non credo che sia legato al discorso dell’emergenza sanitaria, le ragioni sono altre”. Forse i prezzi e le bollette folli: “Non perdo la speranza che le cose migliorino, al Comune non ho nulla da chiedere. Spero che le persone si rendano conto che chiudersi a riccio non fa bene a nessuno. Chi può continuare a fare acquisti li faccia”, dice, quasi come se fosse una preghiera laica, il commerciante.
Solo il tempo potrà dire se il peggio stia davvero passando e quanto possa influire, nel caso, la “liberazione” dal green pass. Stefano Rolla: “Da molto tempo molti miei colleghi non lo stavano più chiedendo a nessuno, mi fa piacere che da oggi nei ristoranti al chiuso basti il green pass base. Ma per me non basta, saremmo dovuti già essere fuori da qualunque restrizione, come altri paesi europei. Invece dovremo tenerne qualcuna per un altro mese, non possiamo fare altro che pazientare”, osserva il gioielliere, che è anche il presidente del consorzio dei commercianti “Strada Facendo”. “Ho l’angoscia che possano cambiare le regole all’ultimo, il piatto piange tantissimo e l’umore di tutti i negozianti è basso, è grigio scuro. C’è ancora la speranza che si muova qualcosa, anche con i turisti. Il Comune, ora, sta pensando a Sant’Efisio, sarà senza mascherine ma il sindaco Paolo Truzzu potrebbe estenderne l’uso durante la manifestazione”, spera Rolla, col pensiero fisso a una possibile risalita dei contagi. Dal canto loro, i negozianti, il prossimo primo maggio non staranno in famiglia: “Apriremo e stiamo cercando di organizzare un evento carino: portare nelle vie dello shopping, dopo la sagra, i partecipanti per farli sfilare con i loro costumi sardi”.


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