“Addio alla storia dell’Agrario Duca degli Abruzzi di Cagliari, sfrattato dalla Giunta Zedda”

“Qualche mese fa l’associazione, complice dei lavori di rifacimento del tetto, riceve una lettera in cui il Comune annuncia di non voler rinnovare la concessione ma soprattutto l’associazione deve liberare i locali di tutti gli oggetti del museo”, denuncia il deputato Fdi Deidda

“Addio alla storia dell’Agrario Duca degli Abruzzi di Cagliari- Sfrattato dalla Giunta Zedda e intimato a portare via tutto il Centro di Cultura Contadina di Via San.Alenixedda”, Fdi attacca il centrosinistra a Cagliari. Il centro della Cultura Contadina nasce nei locali di Villa Muscas, in Via S.Alenixedda, l’indomani che l’istituto Agrario Duca degli Abruzzi si trasferisce ad Elmas, per non disperdere il patrimonio storico e culturale in cui migliaia di persone si sono formate quando ancora San Benedetto e Piazza Giovanni erano campagna o zone a vocazione agricola.
” L’Ex Preside Vittorio Porcelli, con alcuni ex Studenti, con lo stesso Istituto Tecnico Agrario, hanno creato in una parte di Villa Muscas questo museo per ricordare nel tempo le generazione di periti agrari, la vocazione agricola di Cagliari e regalare alla città un contributo culturale diverso” dichiara Salvatore Deidda, Deputato e diplomato proprio al Duca degli Abruzzi nello stabile di Via S.Alenixedda
” Un’attività ventennale, dove sono state organizzate le sagre sui vini novelli, sui formaggi, sui vini, sull’olio, sulle tradizioni di alcune comunità ospitate a Cagliari come quella di Belvì, Desulo, oltre alla mostra sugli antichi macchinari utilizzati nei campi agricoli” continua Deidda ” oggetti donati da noi ex studenti, da amici, da imprenditori agricoli, associazioni, cantine”.
“Qualche mese fa l’associazione, complice dei lavori di rifacimento del tetto, riceve una lettera in cui il Comune annuncia di non voler rinnovare la concessione ma soprattutto l’associazione deve liberare i locali di tutti gli oggetti del museo”, conclude Deidda. “Oggi i locali sono incustoditi, chiunque può entrare e danneggiare alcuni oggetti per altro preziosi poiché è quasi impossibile poterli spostare da lì. Non c’è nessun controllo e non si capisce come stanno andando i lavori. Faccio mio l’appello del Presidente nazionale dell’Unione Consumatori Romano Satolli per dire chiaramente che il Centro della Cultura Contadina non deve chiudere ed eventuali appetiti di qualcuno su quegli spazi devono passare. La storia agricola di Cagliari è racchiusa in quei locali, di migliaia di periti agrari. Non si può cancellare. Si occupino dei locali occupati abusivamente per scopi politici”.

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