A San Gavino il nuovo ospedale del Medio Campidano: avanti con il cantiere

Il sindaco Tomasi: “Un progetto eccezionalmente ambizioso, che incarna e ripaga le speranze, gli sforzi e le battaglia dell’intera comunità”.


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Il nuovo ospedale prende vita: nuove immagini dal cantiere che dimostrano l’avanzamento dei lavori per la realizzazione del nosocomio che sostituirà il “Nostra Signora di Bonaria” e che diventerà il polo sanitario di riferimento di tutto il Medio Campidano e non solo. Il sindaco Tomasi: “Un progetto eccezionalmente ambizioso, che incarna e ripaga le speranze, gli sforzi e le battaglia dell’intera comunità”.

Viene guardato con entusiasmo e orgoglio il simbolo della controtendenza sanitaria, quella buona e costruttiva che crea e non ridimensiona. In un periodo storico in cui i tagli nel settore, uno tra i più importanti, sono all’ordine del giorno, San Gavino rappresenta la speranza che tutto possa cambiare, in meglio. E la riflessione del sindaco Carlo Tomasi, medico per giuramento e professione, non può che essere indirizzata verso la buona strada, quella che risalta il migliore aspetto sul quale si deve puntare.

“Avendo speso praticamente tutta la mia carriera e vita professionale all’interno dell’ospedale Nostra Signora di Bonaria, è facile comprendere il mio coinvolgimento emotivo ed istituzionale circa la realizzazione di quello che per molti disfattisti era soltanto un’utopia.

Parlo della nascita del nuovo ospedale che, a dispetto del nome, in realtà sarà l’ospedale di tutto il Medio Campidano e servirà anche l’alta Marmilla e vaste aree dell’ oristanese.

Parliamo di una vittoria straordinaria, ancor di più se si considera che giunge in un periodo storico di gravi tagli alla spesa sanitaria e di chiusura delle infrastrutture”.

Una nuova era, insomma, “con una prospettiva inaudita in termini di implementazione dei servizi, benefici economici, indotto e rilancio morale e psicologico della collettività. E noi ci siamo impegnati al massimo per garantirne l’iter amministrativo-burocratico, vigilando attentamente sul cronoprogramma, cercando una costante collaborazione ed un rapporto quotidiano con la Finso, la società aggiudicataria dell’appalto, sollecitando tutti gli attori in causa, al fine di portare a termine un percorso lungo 20 anni che si stava complicando in modo preoccupante”. Una realtà alla quale, forse, nessuno credeva: “Sono davvero orgoglioso di aver contribuito a far sì che l’utopia si radicasse nella realtà e che si potesse assistere all’alba di una nuova era, con una nuova infrastruttura strategica che non piove dall’alto in virtù di ragioni oscure, ma viene a premiare la caparbietà che nasce dalla convinzione di difendere l’utilità pubblica”.


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