A Nebida vogliono abbattere i cervi, ma non sgorgano dai rubinetti

Il caso: Coldiretti vorrebbe abbattere i cervi in eccesso, gli ambientalisti non ci stanno

di Stefano Deliperi – Gruppo di Intervento Giuridico

12 mila Cervi sardi solo nell’Iglesiente100 milioni di euro di danni ogni anno causati all’agricoltura dalla fauna selvatica in Sardegna. Sono solo alcuni dei dati forniti dalla Coldiretti Sardegna nel corso di un servizio giornalistico andato in onda sul TG 3 Sardegna nel corso dell’edizione delle 19.30 dell’8 ottobre 2016 (dal minuto 11.20). 

Ovviamente Coldiretti Sardegna chiede alla Regione autonoma della Sardegna l’approvazione di piani di abbattimento

Unico “problema”: le cifre fornite da Coldiretti Sardegna non stanno in cielo né in terra né in mare. A Nebida i Cervi non sgorgano dai rubinetti, tanto per capirci. Siamo alla psicosi

dati ufficiali della Regione autonoma della Sardegna (2015) indicano in 4.270 i Cervi sardi (Cervus elaphus corsicanus) presenti in tutto in territorio regionale

Nel maggio 2015 è stato, poi, validato dall’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente il report sui danni arrecati alle produzioni agricole dalla fauna selvatica in Sardegna (2008-2013), base per i piani di controllo della fauna selvatica, che devono avere il preventivo parere favorevole dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.)

Com’era prevedibile, i maggiori danni alle produzioni agricole risultano esser stati arrecati dal Cinghiale (Sus scrofa meridionalis), seppure a macchie di leopardo, tuttavia l’ampliamento della caccia al Cinghiale (per giunta contestata da larga parte dello stesso mondo venatorio) e piani di abbattimento per gran parte dell’anno non sembrano aver risolto nulla[1]. 

danni causati dalla fauna selvatica (Cinghiale, Cornacchia grigia, Daino, Cervo sardo. Coniglio selvatico, ecc.) all’agricoltura sono stimati nell’ordine dei 900 mila euro all’anno.

Riguardo ai Cormorani (Phalacrocorax carbo) siamo alle parole e cifre in libertà.  Offerte da Coldiretti e UeCoop Sardegna. Ecco: “secondo UeCoop Sardegna, che ha elaborato dati della Provincia di Oristano e del Dipartimento di Biologia animale dell’Università di Cagliari, tra ottobre 2014 e dicembre 2015, i cormorani hanno consumato oltre 537 mila chili di pesce per un valore complessivo di due milioni 686mila euro calcolato nell’ipotesi di un prezzo medio di 5 euro al chilo”.

settembre 2015 affermavano: “solo nell’ultimo anno abbiamo calcolato un mancato reddito di 2 milioni e 600mila euro causato da 15mila cormorani, censiti nel 2014, che consumano 9,3 chili di pesce al giorno a testa … queste devono essere raddoppiate.

Nel giugno 2015 le stesse associazioni di categoria affermavano: “tra ottobre 2014 e aprile 2015 i cormorani … sono stati 12mila con un danno dichiarato “di circa8 milioni di euro.  Nel luglio 2015, dopo solo un mese, il danno dichiarato diventava di ”oltre 4milioni e mezzo di euro”.  A settembre 2015 i Cormorani sono diventati 15 mila ma il danno dichiarato è sceso a 2 milioni e 600 mila euro. In soli tre mesi. Poi il danno è salito 2 milioni e 686 mila euro (dicembre 2015).

In ogni caso, anche prendendo per buone le cifre altalenanti di Coldiretti Sardegna sui danni attribuiti ai Cormorani e sommandole con le stime regionali per le altre specie selvatiche, arriviamo al massimo a 3,5 milioni di euro di danni prodotti dalla fauna selvatica all’anno.    Altro che 100 milioni di euro!   Un po’ di decenza e buon senso gioverebbe…..

 


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