A Capoterra una cagnetta incinta trovata morta, sos degli ecologisti: “Pene più dure per chi tortura gli animali”

Dopo il caso del meticcio di Sassari, una nuova “storia dell’orrore” arriva da Capoterra, dove è stato trovato il cadavere di una cagnolina incinta: “Chi viene condannato deve scontare la pena per intero”

Il meticcio di Sassari e la cagnolina di Capoterra, due animali uniti da un folle destino: l’aver incontrato uomini che si meriterebbero l’appellativo di “bestie”. Nel caso del cagnolino sassarese, ribattezzato Fuego, qualcuno ha cercato di bruciarlo vivo. Adesso sta ricevendo le amorevoli cure dei veterinari e si sta facendo di tutto per salvargli la vita. Nel caso della cagnolina ritrovata a Capoterra, dopo che in un primo momento era circolata la voce che fosse stata uccisa col fuoco, sembra prendere piede un’altra versione: l’animale, incinta, sarebbe stato investito da un’auto e abbandonato sul ciglio della strada. Su entrambi i casi prende posizione l’Ape (Alleanza popolare ecologista) con il suo segretario Rinaldo Sidoli.

“In questi giorni si sta verificando una vera e propria strage di cani in Sardegna. Dopo il cane di piccola taglia legato e torturato con il fuoco a Sassari e poi gettato a bordo strada, come un rifiuto, arriva l’ennesima triste notizia da Cagliari. Una cagnolina gravida, è stata trovata ieri pomeriggio nelle campagne di Capoterra. La carcassa bruciata (anche se sembrasi tratti di un investimento da parte di un’auto con relativo abbandono della bestia, ndr) è stata abbandonata lungo una strada di campagna, non lontano dal cimitero. L’animale era provvisto di collare. Confidiamo nell’operato delle istituzioni e siamo certi che individueranno nel più breve tempo possibile gli autori ma anche le responsabilità di chi doveva vigilare correttamente. Rimaniamo fermamente convinti che la legge 189 del 2004 vada rivista inasprendo le pene verso chi maltratta gli animali. Crediamo che sia arrivato il momento che l’indignazione delle persone sensibili spinga il mondo politico a lavorare in maniera trasversale sui diritti degli animali. Non si devono più verificare casi come questo. Ma ogni anno sono circa 15mila i cani e i gatti che vengono torturati e uccisi, ossia 142 animali al giorno (uno ogni dieci minuti). Serve urgentemente un rafforzamento sulla tutela degli animali, come promesso a più riprese dal ministro dell’Ambiente Costa e dal sottosegretario alla Giustizia Ferraresi. L’obbiettivo dovrebbe essere quello di impedire che la pena della reclusione possa essere commutata e che nessuna vittima venga lasciata nelle mani di chi si è macchiato del reato. Porteremo questa istanza in Parlamento grazie alla intensa collaborazione con l’onorefole Prestipino (Pd) che interverrà oggi in Aula per sollecitare il Governo a un’inasprimento delle pene”.


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