A Cagliari trionfa Zedda, “Massi” sindaco per la terza volta: la città ferita da Truzzu rigetta il centrodestra

Gli è bastato mettere la palla al centro, dopo gli autogol degli avversari, come dire: io sto fermo, ora fatemi giocare di nuovo. Fu Casteddu Online tre anni fa ad anticipare il ritorno di Zedda come candidato sindaco e già allora la vittoria era nell’aria: il disastro dei cantieri dell’era Truzzu hanno proiettato Alessandra Zedda verso una rovinosa debacle al primo turno. Ecco le ragioni della vittoria


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

A Cagliari trionfa Zedda, “Massi” sindaco per la terza volta: la città ferita da Truzzu rigetta il centrodestra. Gli è bastato mettere la palla al centro, dopo gli autogol degli avversari, come dire: io sto fermo, ora fatemi giocare di nuovo. Fu Casteddu Online tre anni fa ad anticipare il ritorno di Zedda come candidato sindaco e già allora la vittoria era nell’aria: il disastro dei cantieri dell’era Truzzu hanno proiettato Alessandra Zedda verso una rovinosa debacle al primo turno, i cagliaritani hanno perdonato a Massimo il suo addio anticipato di cinque anni fa e anche l’insuccesso della raccolta rifiuti e dei mastelli col porta a porta. Paolo Truzzu passa alla storia come il sindaco che ha sgretolato l’elettorato del centrodestra, in pratica si è ripetuto il risultato delle regionali e del successo in città di Alessandra Todde. Gli abitanti hanno scelto l’usato sicuro: il restyling del Poetto e delle vie dello shopping, le pedonalizzazioni e le tanto discusse rotonde, il buon governo di Zedda ormai un decennio fa ha portato i cittadini all’effetto nostalgia.

Zedda era riuscito a battere Cabras e poi Fantola diventando l’enfant prodige della sinistra italiana, poi era incappato nello scivolone del ko contro Solinas e Salvini. Da sindaco ha comunque sbagliato soltanto con quell’appalto rifiuti che ora promette di rifare, ma per lui non sarà facile: Cagliari è una gruviera di cantieri aperti nel caos, e prima di pensare al nuovo piano urbanistico ci sarà da rattoppare le strade dove i commercianti stanno morendo (quelle chiuse) e limitare gli incidenti nelle strade aperte. Zedda vince però perchè a differenza degli altri ha avuto una visione coraggiosa di città, che fu ridisegnata grazie soprattutto alla competenza dell’ex assessore al Traffico Mauro Coni. Il Corso pedonale, inizialmente criticato, si è rivelato un grande affare per i locali e per quella movida che ora è diventata esagerata, e andrà regolata. Le multe spietate anche per una sola lavagnetta durante la gestione Truzzu hanno penalizzato e indispettito chiunque. Ancora una volta Cagliari non avrà un sindaco donna: Francesca Ghirra 5 anni fa sfiorò il ballottaggio ma perse per colpa dell’aliga, della raccolta rifiuti, che ora invece sembra un’emergenza superata nella mente di chi è andato a votare.

A Massimo Zedda è bastata una campagna elettorale soft, tra l’annuncio di una spiaggia a Sant’Elia e qualche concerto nell’ex carcere di Buoncammino. I suoi collaboratori giustamente dicevano: non serve affannarsi, sapete già chi siamo e come governiamo. Più che oltre, Cagliari ha scelto di riavvolgere il nastro e tornare al passato. Riscaldando la minestra, ma gettandosi nelle braccia di un ex fidanzato come fosse un porto sicuro. Una città dove la borghesia di centrodestra è in maggioranza torna invece nelle mani di quel partito, i Progressisti, che per ben vent’anni sono riusciti a impedire al Pd anche solo di candidare un proprio esponente alla guida del Municipio. In tre mesi il centrodestra regala la Regione e Cagliari al centrosinistra, e anche la Città Metropolitana, compreso l’enorme valzer di nomine ai dirigenti di partito che è già in corso a Villa Devoto con compensi da capogiro. Ma ricostruire la città adesso è un puzzle complicato: le aspettative sono tante, bisognerà decidere subito se rinunciare al trasferimento del mercato di San Benedetto e se eliminare la foresta urbana di Boeri in via Roma, e sbloccare finalmente la questione dello stadio, trovare almeno uno spazio decente per i concerti.

Zedda evoca Ottone Bacaredda che fu eletto quattro volte alla guida della città, e col tris supera anche Mariano Delogu che da molti è considerato il migliore di sempre nella guida di Cagliari. E gli altri? Alessandra Zedda non poteva fare di più: ha tentato di limitare i danni, ma senza portare grandi idee. Per usare una metafora sul basket a lei caro, non ha potuto neanche tentare una tripla. Giuseppe Farris ha fatto un buon lavoro che però non è stato premiato alle urne, lo sgambetto di Emanuela Corda al M5S non è riuscito. Senza i voti di Gianni Chessa il Psd’Az non ha fatto più la differenza. Due anni fa dissi a una giovane consigliera sardista: si accettano scommesse, Massimo Zedda sarà il prossimo sindaco. Mi rispose: proprio Zedda non credo. E invece è stato anche Christian Solinas, con cinque anni negativi alla Regione, a fare crollare se stesso, il suo partito e l’intera coalizione di un centrodestra che adesso in Sardegna è in ginocchio, tra sconfitte elettorali e inchieste giudiziarie, pranzi di Sardara e aiuole da “scordonare”. Massimo Zedda non ha dovuto neanche sudare. Ha messo la palla al centro, e adesso deve ricominciare. La partita sarà durissima, in una Cagliari bellissima che merita di essere salvata per tornare fantastica coi suoi tramonti mozzafiato.

[email protected]


In questo articolo: