A Cagliari oltre 5mila persone col reddito di cittadinanza, Anna Puddu: “Basta assistenzialismo, devono lavorare”

Il totale dei beneficiari salito nell’ultimo periodo a causa del Covid, il Comune pronto a cercarli: “La normativa è chiara, dovranno svolgere o lavori di pubblica utilità o volontariato. Chi si rifiuta perderà, in automatico, l’aiuto economico”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Sono più di cinquemila i cagliaritani che percepiscono il reddito di cittadinanza. Il totale ha subìto un’impennata negli ultimi mesi, a causa dell’emergenza Coronavirus. Da quando è stato introdotto l’aiuto, però, nessuno dei beneficiari ha mai svolto lavori di pubblica utilità o volontariato. Adesso, dopo l’approvazione bipartisan da parte del Consiglio comunale della mozione presentata dalla consigliera dei Progressisti Sardi Anna Puddu, l’amministrazione dovrà contattare tutti i beneficiari. L’elenco c’è già: “Ci sono tutti i nominativi sulla piattaforma. C’è la normativa nazionale delle riforme di settore per il contrasto alla povertà, nonostante si proponessero di potenziare e promuovere l’inclusione attiva, si sono ridotte a interventi di carattere assistenziale. È fondamentale restituire dignità alle persone attraverso politiche del lavoro ma, per chi prende il reddito di cittadinanza, c’è l’obbligo dove chi percepisce il contributo economico deve essere impiegato in lavori di utilità sociale”. E, per la Puddu, i luoghi nei quali impiegarli non mancano: “Dal verde alla cultura, ci sono criticità avute sulla riqualificazione della passeggiata coperta del Bastione, dove servirebbero custodi. È importante coniugare i due aspetti: potenziare i servizi e impiegare queste persone con il coinvolgimento attivo, riscattandosi dalle condizioni di povertà”.
“Sinora non è stato fatto nulla perchè, per il decreto ministeriale di ottobre 2019, i Comuni avevano la facoltà di attivare i piani di utilità comune. I soggetti erano obbligati a restituire il contributo economico in lavori di utilità sociale, come col Reis, ma siamo ancora all’anno zero. Il Comune, attraverso la piattaforma del ministero, ha i nominativi di chi è obbligato e dev’essere coinvolto, sulla base anche delle proprie competenze, all’interno dei servizi che l’amministrazione riterrà indispensabile attivare. Verrà predisposto un catalogo e selezionate le persone”. E se uno si rifiuta? “Perde il beneficio economico, è automatico ed è previsto dalla normativa”.


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