“A Cagliari non ci sono baby gang, la droga affligge la città: incontrerò i negozianti della Marina”

Il prefetto Gianfranco Tomao commenta gli ultimi episodi di violenza: “Situazioni più disastrose in altre città, schiamazzi e urla non sono reati. Avremo 55 agenti in più ma non possiamo militarizzare la città. La droga è l’emergenza principale di Cagliari”

Ci sono aggressioni e schiamazzi, i primi sono reati e gli altri no. Ma creando comunque fastidio e fanno alzare le barricate ai negozianti e residenti del centro storico, ormai stremati da quella malamovida che ha assunto tutti gli aspetti di una piaga dura da combattere. Il prefetto di Cagliari Gianfranco Tomao, a margine dell’incontro con la ministra Luciana Lamorgese, conferma a Casteddu Online di avere ricevuto la lettera sos del Consorzio dei commercianti del centro storico della città, con la quale gli hanno chiesto un incontro: “Sì, li incontrerò, sono e siamo sensibili alle richieste e segnalazioni che ci arrivano dai cittadini. È possibile durante gli incontri del comitato per l’ordine provinciale, quando ci sono anche le forze dell’ordine. A Cagliari non abbiamo baby gang”, precisa subito Tomao, “ci sono gruppi di ragazzini che urlano e fanno schiamazzi, che bevono e fanno i loro bisogni dappertutto e che scorrazzano tra i tavoli dei locali. Ma questi non sono reati. Avremo 55 agenti in più, i controlli ci sono già e saranno rafforzati”. E Tomao ammette: “Droga e alcol sono i due mali peggiori di Cagliari, c’è un’alta diffusione di stupefacenti, il fenomeno dello spaccio è predominante per quanto riguarda anche, poi, gli episodi di criminalità. I reati connessi al mondo della droga sono, anche nel capoluogo,a maggioranza”.

Ma guai a parlare di Cagliari città insicura: “I turisti devono venire tranquilli, non abbiamo casi di aggressioni o di situazioni di pericolo, qui a Castello li vedo gironzolare sino a tardi”, prosegue il prefetto. “Se si parla di malamovida bisogna fermarsi al Poetto e alla Marina. Gli altri casi sono più che altro diverbi, non si possono qualificare come violenza. Abbiamo 150mila abitanti, una cifra che cresce a dismisura ogni weekend con tutti gli arrivi dall’hinterland. Lo spacco di droga, ripeto, è il male principale che affligge Cagliari. Più l’alcol, utilizzato dai giovani che affollano le strade della movida. Anche io, se fossi residente o commerciante alla Marina, mi lamenterei tantissimo per i ragazzi che urlano, bevono e cantano. Creano fastidio ma non si possono arrestare. E non possiamo militarizzare Cagliari”.