A Barumini incontro internazionale sulla presenza degli Etruschi tra Sardegna e Mediterraneo

Incontro internazionale sugli Etruschi al Centro Lilliu di Barumini. Esperti e studiosi a confronto sulle connessioni tra la Sardegna e il resto del Mediterraneo con l’appuntamento “Al di là del Mare – Etruria e Sardegna in mille anni di storia”.

I viaggi degli Etruschi tra Sardegna e Italia a lasciare tracce indelebili in una sorta di “continuità territoriale storico-culturale” che collega l’isola al resto della Penisola in rapporti diretti tra . Sono proprio quelle tracce arrivate a noi attraverso reperti e studi dei ricercatori a diventare il centro dell’approfondimento e dibattito inserito nell’appuntamento internazionale “Al di là del Mare, Etruria e Sardegna in mille anni di storia”, organizzato dalla Fondazione Barumini sistema Cultura, con l’Università di Sassari, la Sabap per la città metropolitana di Cagliari e le provincie di Oristano e Sud Sardegna, al Centro di comunicazione e promozione del patrimonio culturale Giovanni Lilliu. L’appuntamento, curato da Gianfranca Salis, Marco Rendeli e Andreina Ghiani, si inserisce sulla scia dell’importante mostra sugli Etruschi, attivata dalla Fondazione con la collaborazione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann), i Musei Capitolini e la Soprintendenza.

FONDAZIONE – MANN. “Questo appuntamento ha permesso di riunire a Barumini importanti esperti e studiosi sugli Etruschi la cui storia sta appassionando tantissimi turisti che stanno visitando la mostra ancora allestita al Centro Lilliu, nata dalla collaborazione della Fondazione con i più importanti musei italiani e istituzioni, e che in soli 5 mesi ha superato i 16 mila ingressi – dice Emanuele Lilliu, presidente della Fondazione – proseguiremo, nel prossimo futuro, su questa strada attivata con il museo Archeologico di Napoli, e non solo, per continuare a rafforzare quelle sinergie che ci stanno permettendo di consolidare e far crescere i flussi turistici dei nostri siti archeologici e culturali”, conclude Lilliu. Per Marco Rendeli “La mostra sta offrendo argomenti interessanti di approfondimento e l’incontro ha permesso di capire gli studi e le novità che stanno emergendo su questo popolo – dice – su questo solco emerge il concetto di pluralità che ci spiega le differenze tra le varie aree, anche della Sardegna e che riflettono le differenze nei territori”. “Con Barumini siamo legati grazie a una importante convenzione triennale che sta già dando importanti risultati – sottolinea ancora Paolo Giulierini, direttore del Mann di Napoli – si è partiti da mostre internazionali per altri importanti appuntamenti. Le collaborazioni con Barumini non si esauriscono negli aspetti scientifici ma anche gestionale attraverso serrato confronto delle reciproche esperienze”.

INCONTRI. Alla due giorni dedicata all’evento sono intervenuti importanti esperti e studiosi che, attraverso le loro relazioni, hanno messo in luce aspetti ancora poco conosciuti e illustrato i progetti di studio in campo su una delle civiltà e culture più importanti della storia passata. L’incontro ha permesso anche di fare il punto della situazione sullo stato di attuazione di molte ricerche ancora in corso in Sardegna come in altre aree d’Italia e del Mediterraneo. Gli approfondimenti delle due sessioni di lavoro si sono concentrati, in particolare, su: “Età del ferro: Formazione, trasformazioni, scambi in area tirrenica” e “Correnti, circuiti, mercati in età orientalizzante e arcaica nell’area tirrenica”.

PARTECIPANTI. Dopo i saluti istituzionali che si sono concentrati nella prima giornata di lavori (venerdì 28 ottobre) si sono aperte le sessioni di lavoro con gli esperti e studiosi. I lavori del primo giorno sono stati aperti dagli interventi di Michele Zucca, Sindaco di Barumini; Emanuele Lilliu, presidente Fondazione Barumini Sistema Cultura; Paolo Giulierini, direttore Museo Archeologico Nazionale di Napoli; Francesco Muscolino, direttore Museo Archeologico Nazionale di Cagliari; Giuseppe Sassatelli, presidente Istituto di Studi Etruschi e Italici, Firenze; Monica Stochino, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna; Bruno Billeci, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro. Ai lavori delle sessioni tecniche hanno partecipato: Francesco di Gennaro, Carmine Pellegrino, Anna Depalmas, Alessandro Usai, Gianfranca Salis, Elisabetta Garau, Matteo Milletti, Marco Rendeli (Coordina Beppe Sassatelli). Nella seconda sessione sono intervenuti: Laura Michetti, Carla Del Vais, Carmine Pellegrino, Michele Guirguis, Federica Chiesa, Elisabetta Garau, Ruben D’Oriano, Giovanna Pietra, Stefano Santocchini Gerg, (Coordinano Gianfranca Salis, Marco Rendeli). In collegamento da remoto anche Bruno d’Agostino, Gilda Bartoloni e Annette Rathjie.

Alle sessioni di lavoro hanno partecipato anche i componenti del Cda della Fondazione Salvatore Bellisai e Caterina Lilliu con il segretario generale della Fondazione, Tonino Chironi. 


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