Vetri in frantumi alla Casa dello Studente, e nessuno li ripara: sos disagi

“Vivo qui da ormai 5 anni”, dichiara Igor Deiana, studente di Milis, residente nell'alloggio studentesco di via Trentino, “un tempo molte cose erano diverse. Ricordo, ad esempio, quando potevamo ospitare la notte qualche amico che per varie ragioni non ...

Autore: Serena Mocci il 07/12/2012 20:40


Vetri in frantumi alla Casa dello Studente, e nessuno li ripara: sos disagi

“Vivo qui da ormai 5 anni”, dichiara Igor Deiana, studente di Milis, residente nell'alloggio studentesco di via Trentino, “un tempo molte cose erano diverse. Ricordo, ad esempio, quando potevamo ospitare la notte qualche amico che per varie ragioni non poteva tornare a casa. Ora lo Statuto ce lo proibisce”. Il regolamento parla chiaro: gli studenti titolari di posto alloggio possono invitare al massimo due persone, che devono abbandonare l'edificio tassativamente entro mezzanotte. Passeggiando per gli undici piani della casa, si sentono molte voci che lamentano alcune inadeguatezze da parte della Direzione. “Abbiamo freddo”, inveisce uno dei tanti studenti titolari delle stanze al decimo piano, “è ormai dicembre e non tutti gli ambienti sono riscaldati. Solo i ragazzi che vivono nella parte bassa della casa riescono a studiare in stanze calde. Noi dobbiamo arrangiarci con stufe e, di tanto in tanto, accendiamo le piastre della cucina per avere un po' di tepore”. La maggior parte dei residenti lamenta la mancanza di una zona dove posizionare i propri stendini al fine di far asciugare gli indumenti bagnati. “Siamo costretti ad utilizzare le nostre aule studio come lavanderie”, affermano i ragazzi. “I tempi di riparazione degli oggetti comuni è inaccettabile”, afferma spazientita Valentina Pili, studentessa di Scienze Politiche. “Segnaliamo giornalmente in Portineria oggetti che andrebbero riparati o sostituiti, ma spesso dobbiamo attendere mesi prima che qualcuno ci degni di attenzione. Qualche giorno fa il vetro di una finestra nelle scale tra l'ottavo e il nono piano è andato in frantumi a causa del vento, perchè questa era già in cattive condizioni. Nonostante la nostra immediata segnalazione, nessuno si è ancora mosso. Per fortuna non erano presenti studenti al momento dell'accaduto: qualcuno si sarebbe potuto fare molto male.” Ma non ci sono solo critiche: “Chi afferma che alla casa dello studente non si studia, mente”, confessa Martina, “il fatto che ci siano dei requisiti di merito per ottenere la locazione gratuita della stanza incentiva un impegno costante, al fine di poter richiedere il servizio anche l'anno seguente. La casa ha i suoi difetti e noi studenti stiamo lavorando per ottenere condizioni di vita migliori, ma credo che nessuno si possa lamentare del complesso dell'organizzazione”.