Turismo in Sardegna, sarà un altro giro a vuoto? Il grande nodo degli aeroporti e delle spiagge in Sardegna

Lo studio dell'imprenditore Sandro Usai sui flussi turistici negli scali in Sardegna apre un interessante dibattito con i candidati governatori. Guardate i numeri ufficiali delle presenze turistiche e quante spiagge ancora si possono utilizzare al meglio, quanto la nostra Isola potrebbe vivere alla grande di turismo e invece rischia un clamoroso stallo economico



SARÀ UN ALTRO GIRO A VUOTO? di Sandro Usai, imprenditore

Ci stiamo avvicinando al rinnovo del Consiglio Regionale e i candidati a Presidente stanno lavorando per divulgare le lore idee e progetti per la Sardegna che sognano e che vorrebbero per noi sardi.

Quindi il momento è ideale per sollecitare il dibattito su quale modello di turismo i candidati Presidenti vorranno puntare. Se ce l’hanno siamo interessati ad ascoltarli.

D’altro canto anche noi intendiamo dare un piccolo contributo alla discussione offrendo questi spunti di ragionamento.

I più vivaci ultimamente sono le società di gestione degli aeroporti che con la presentazione dei voli per la prossima stagione estiva ci raccontano come si sono mosse e con quali risultati per aumentare il flusso passeggeri. Tutti gli stakeholder (società di gestione aeroportuale Sogaer, compagnie aeree e navali, Operatori turistici, Enti locali (per le competenze che gli riserva la legge), sentiamo punti di vista  diversi ma orientati tutti a privilegiare il controvalore economico indotto dall’aumento di passeggeri-turisti. A questo scopo diventa interessante anche la dichiarazione rilasciata dal Presidente della Camera di commercio di Cagliari, azionista di maggioranza di Sogaer.

Ognuno degli attori citati nella tabella seguente sviluppano attività di business, migliorando certamente il conto economico dei ricavi, e inducendo nell’Isola un beneficio per le organizzazioni che operano nel settore turistico nel senso più largo del termine.

 

Che cosa chiedono gli stakeholder?

Pos. Stakeholder Cosa vogliono
1 Società di gestione aeroportuale + passeggeri + turisti + voli Pro business
2 L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna Non sono state inserite nel Piano strategico regionale
3 Compagnie aeree + passeggeri + turisti – costi di handling
4 Compagnie navali + passeggeri + turisti – costi di attracco
5 Operatori turistici + passeggeri + turisti + integrazione con le politiche regionali e con i punti di accesso
6 Regione Sardegna + passeggeri + turisti + tutto!
7 Enti locali responsabili di spiagge ad alto carico antropico Crescita controllata e gestita per evitare che una presenza incontrollata possa generare un danno permanente al territorio Pro sostenibilità ambientale

 

Chi vuole la crescita dei passeggeri

Se ascoltiamo i vari manager che amministrano aeroporti, porti, hotel, etc., ci raccontano che il futuro ci riserva una aumento del traffico aereo, più passeggeri, più turisti, più ricchezza, più servizi, più prosperità e auspicabilmente, dal punto di vista turistico, più arrivi e pernottamenti.

 

Chi non vuole l’invasione incontrollata

Poi c’è un’altra tendenza, anche ben rappresentata politicamente, che esprime preoccupazione per il futuro perché vorrebbe evitare un’invasione di turisti (sardi, italiani e stranieri) concentrata nei mesi di luglio e agosto e che sta diventando la causa dei danni a carico di alcune spiagge molto ambite ma limitate in ampiezza. Danni che di anno in anno si fanno sempre più  evidenti e difficilmente recuperabili vista la fragilità dell’ecosistema.

 

Quindi da una parte ci sono i sostenitori che mirano a massimizzare il business (maggiori ricavi) grazie all’aumento dei passeggeri (turisti) da e per la Sardegna e dall’altro invece ci sono i sostenitori (pro sostenibilità ambientale), meno numerosi, che fanno notare come le nostre spiagge non sono in condizioni di subire un carico di turisti incontrollato e, soprattutto, man mano che passerà il tempo, lo saranno sempre meno a causa dei fenomeni di erosione e perdita di parte dell’arenile causati da fenomeni naturali e anche collegati alla presenza eccessiva dell’uomo.

 

Partendo da questo quadro di posizioni proviamo a ragionare sulle possibili soluzioni (se ci sono) che possono soddisfare entrambi i portatori di interesse.

 

E lo facciamo con un esempio relativo al territorio di Villasimius. I dati in tabella, relativi alle principali spiagge di Villasimius, mostrano la presenza dei turisti nei mesi di luglio e agosto 2017.

Per semplificare assumeremo un valore medio per le presenze giornaliere.

Località Lunghezza Profondità media MQ Mq x persona con ombrellone Totale presenze giornaliere ammesse Parcheggi
Spiaggia di Villasimius (Simius, Timi Ama, Porto Giunco) 2200 25 55000 10 5.500
Spiaggia del Riso 250 20 5000 10 500
Spiaggia di Campulongu 700 20 14000 10 1.400
Spiaggia Cuccureddus 150 20 3000 10 300
Spiaggia di Campus 600 20 12000 10 1.200
Spiaggia di Is Trais 200 20 4000 10 400
Spiaggia di Porto Luna 120 20 2400 10 240
Spiaggia di Punta Molentis 150 20 3000 10 300 200
4.370 9.840 200

 

Dati presenze 2017 Presenza giornaliera
agosto 164962 5499
luglio 143813 4794
308775

 

A questi dati, calcolati sulla fonte dell’Osservatorio del turismo della Regione Sardegna vanno aggiunti i vacanzieri che si spostano da altre località e quelli che utilizzando case di proprietà o in affitto (nel 2017 lo IUN non era ancora partito a pieno). Si intuisce che il dato finale è sicuramente molto più altro e lo conosceremo meglio nei prossimi anni man mano che entrano a regime gli strumenti previsti dalla Legge regionale sul Turismo.

 

In termini generali possiamo affermare che superare i valori ammessi di persone per mq non giova alla ecosostenibilità del luogo e a lungo andare danneggia anche la reputazione della Destinazione per via dello scarso livello di servizi erogati quali proprio il rispetto dello spazio sociale.

La sensazione che viene dai numeri è che se la politica non si occuperà seriamente di politiche per il turismo capaci di armonizzare e governare il fenomeno si arriverà un momento dove il fenomeno (antropico) esploderà e costringerà i Sindaci a intervenire, contingentando la presenza di persone in tratti di spiagge diventate ormai molto fragili.

 

Gli esempi dove i Sindaci hanno adottato contromisure adeguate a tutela dell’ambiente non mancano già adesso. Basta citare le ordinanze dei Comuni di Baunei, Stintino, Teulada, Villasimius, etc.

Queste ordinanze, nate da fatti evidenti di degrado e erosione delle spiagge e sostenute da analisi scientifiche molto particolareggiate arrivano direttamente dai Sindaci che dovrebbero operare in sinergia con le istituzioni regionali per la tutela dell’ambiente in primis e poi adoperarsi affinché i turisti non subiscano un trattamento poco trasparente e lineare da parte degli operatori turistici che già con una stagione molto corta non si metteranno tanti scrupoli pur di portare a casa un risultato economico per sostenersi.

 

Proprio da una chiacchierata con Salvatore Corrias, Sindaco di Baunei, è emerso che ha dovuto emettere due ordinanze di applicazione del numero chiuso per due perle che la natura ogliastrina ci ha donato, Cala Biriola e Cala Mariolu. La decisione è maturata coinvolgendo gli operatori del territorio che erogano servizi turistici e trasportano i turisti con i barconi sino alle spiagge.

Ma anche in questo caso il singolo Comune agisce in autotutela e non risolve il problema che diventa strutturale e di organizzazione. Per questo è indispensabile un’azione congiunta di coinvolgimento territoriale che includa gli operatori di Santa Maria Navarrese, Arbatax, Orosei, La Caletta di Siniscola, Cala Gonone, Budoni e San Teodoro che rappresentano i soggetti (operatori) che con i barconi trasportano i turisti.

Quello che emerge analizzando la situazione delle spiagge di Baunei è che i fenomeni in generale sono molto rapidi e, nel turismo sono spesso anche accelerati da tendenze social che producono spinte nel sentiment delle decisioni. E qui torna la politica regionale che, insieme con i Sindaci, deve organizzare e programmare le modalità di fruizione delle spiagge evitando criticità e fenomeni con danno alla immagine del territorio e ricadute negative sulla Reputazione della Destinazione.

 

Dopo Baunei anche altri Sindaci sono stati costretti ad adottare atti in autotutela: regolamentare l’accesso agli arenili più fragili e disporre aree di parcheggio contingentate al fine di evitare ulteriori danni alla macchia mediterranea e all’ambiente circostante le spiagge.

 

Il processo di regolamentare l’afflusso di turisti in zone a rischio di sostenibilità ambientale diventerà sempre più diffuso e creerà, se non è saputo gestire in termini di programmazione turistica, prima un ostacolo e poi un danno globale per l’Isola con conseguente calo dei fatturati e dell’immagine dell’Isola.

Come si dice spesso: ci vuole una vita a farsi una reputazione e cinque minuti per perderla!

Dal punto di vista numerico quindi abbiamo poche soluzioni di aumentare il business degli stakeholder pro business se non modifichiamo qualche parametro tecnico:

  1. aumento della stagione balneare allargandola almeno ai mesi di maggio, giugno, settembre, ottobre;
  2. spingere con azioni di marketing mirate la valorizzazione e/o la costruzione di ulteriori attrattori turistici che consentono ai pro business di avere un diagramma sempre in crescita ma spalmato su ulteriori mesi dell’anno evitando il collasso delle aree a rischio.

 

Se non avremmo questa lungimiranza arriverà certamente il momento dove il segmento  del grafico che rappresenta le (arrivi) presenze si fermerà e anche la qualità dei servizi offerti nei mesi estivi scenderà per incapacità del sistema turistico di garantire uno standard competitivo con conseguente stallo e inversione della curva verso il segno negativo con danni alla reputazione della Destinazione turistica.

 

Tra l’altro il fenomeno non tocca solo le spiagge della Sardegna. Il problema se lo incominciano  a porre anche città come Venezia e Firenze e per certe esperienze anche Roma.

 

A questo punto dobbiamo chiederci se non sia arrivato il momento di indirizzare le nostre azioni di  politiche per il turismo su scelte consapevoli, capaci di proiettare i risultati almeno per i prossimi 25 anni e stabilendo un rapporto veloce con le azioni strategiche da adottare per adeguare le decisioni in virtù dell’accelerazione che subiamo da parte dei “mercati” del turismo che non sempre sono governati dai soli Grandi gruppi ma, soprattutto, dalle tendenze di vacanza fai da te che stanno prendendo sempre più spazio nelle decisioni personali del turista che opera con piattaforme di dinamics packaging.

 

Per questo è arrivato il momento in cui la politica dovrà decidere in che direzione orientare le proprie scelte e dovrà rispondere agli stakeholder pro business con un’offerta seria e capace di evitare crisi del settore contemperando le esigenze di proteggere i beni naturalistici di cui la Sardegna è piena.

 

È arrivato il momento di chiederci che se è vero che il traffico passeggeri mondiale è in forte espansione e che questo fenomeno, soprattutto nel periodo estivo, toccherà anche gli aeroporti sardi  dove andranno questi turisti?

 

Se andranno negli hotel presenti nella costa è indispensabile garantirgli l’accesso all’arenile evitando il contingentamento. Ma in questo modo stiamo creando una specie di privilegio riservato agli ospiti degli hotel che in genere hanno anche la concessione balneare proprio per mitigare la compressione degli spazi sociali per la fruizione dell’arenile.

 

In una spiaggia come quella di Villasimius, lunghezza circa 2200 metri, esistono varie concessioni agli stabilimenti che di fatto ne riducono gli spazi riservati alla spiaggia libera.

Dai nostri calcoli (vedi metodo RAS) la spiaggia di Villasimius è in grado di ospitare circa 3000 persone al giorno. Se a questo numero sottraiamo gli spazi occupati dagli stabilimenti rimangono circa 1200 metri di spiaggia che utilizzando il metodo di calcolo raccomandato dalla Regione Sardegna significa poter ospitare circa 1200 persone che possono occupare gli spazi di arenile liberi.

 

A questo punto nasce spontanea la considerazione: sino a quando posso crescere come occupazione della spiaggia di Villasimius senza contingentare la fruizione della spiaggia libera?

 

Insomma bisogna iniziare a pensarci.

 

È di questi giorni la notizia che il Comune di Villasimius ha deliberato di azzerare la TASI aumentando la tassa di soggiorno.

 

Il territorio sta diventando una fonte di ricavi importante per l’amministrazione comunale che punta a ottenere un risultato sulle presenze in hotel e sui turisti giornalieri che utilizzano i parcheggi.

 

Il quadro fa emergere che programmare è vita! Senza una corretta programmazione per lo sviluppo del territorio e per garantire un livello adeguato di sostenibilità dei luoghi e qualità dei servizi erogati a turismi il futuro sarà pieno di ostacoli che indeboliranno i risultati ottenuti sino ad oggi anche se a volte in modo confuso e pasticciato.

Dobbiamo assolutamente prevedere un sistema di prenotazione che garantisca l’accesso in spiaggia e un parcheggio se necessario.

Perché non proviamo a pensare ad un Sistema di prenotazione capace anche di proporre la vendita dei ticket.

In questo modo i Comuni diventano un soggetto attivo capace di programmare l’impatto sul territorio di un afflusso di turisti conosciuto per tempo e potrebbero organizzarsi per evitare il collasso e soddisfare le aspettative degli ospiti in termini di accoglienza e servizi.

Aggiungiamo che incassare il ticket della prenotazione a partire dalla primavera è sicuramente un elemento di sicuro interesse dei comuni che sono costretti ad anticipare consistenti risorse economiche per organizzare il territorio.

 

In questo modo, la butto qua, forse, salviamo anche la piattaforma di DMS di cui la Regione si è dotata e che non sembra godere di buona salute.

 

Il Sistema di prenotazione turistico deve poter schedulare gli arrivi in spiaggia, emettere il ticket per il parcheggio  evitando che le persone affollino la località in cerca di uno spazio dove parcheggiare e uno spiazzo dove mettere l’asciugamano e l’auto.

Ogni Comune potrebbe, seguendo le linee guida regionali, caricare nella piattaforma di prenotazione e ticketing, gli elementi indispensabili (posto e costo) e lasciare ai singoli turisti ovvero agli operatori del settore provvedere alla prenotazione con contestuale pagamento. A questo punto il mercato torna nelle normali regole e gli operatori si faranno concorrenza sui servizi erogati evitando fenomeni micidiali di bagarinaggio online.

Per molti operatori turistici si potrebbe sviluppare la possibilità di prenotare allotment pre-pagandoli, inserire valore aggiunto, ad esempio tramite il noleggio auto, ombrellone, canoa, cestino viaggio, etc.

E tutto questo senza creare concorrenza agli stabilimenti che operano in regime di concessione e hanno standard organizzati dei servizi molto elevati. Anzi anche loro potrebbero diventare attori di un sistema di fruizione della spiaggia Low cost.

 

Certo è grande il rischio di scontentare quanti hanno fatto sacrifici per arrivare a Villasimius o in altre località molto ambite, percorrendo anche molti chilometri senza aver effettuato una prenotazione ma dall’altra parte grazie a questo approccio organizzativo siamo in grado di garantire un livello di servizi alle persone che si sono premunite di prenotare.

Se ci pensiamo un attimo così è già in ristorante, in aereo, in nave, alla ASL, etc.

 

Ci dobbiamo adeguare ai tempi se vogliamo accogliere bene i turisti che scelgono la nostra terra e restituire alle società di gestione degli aeroporti sardi un segnale positivo in risposta al soggiorno nell’Isola.

 

Questa politica dell’accoglienza turistica consente di mitigare il carico per mq sull’arenile, di garantire un livello di servizi migliore, il rispetto dell’ambiente, la certezza di non rovinare la reputazione del luogo e di garantire un livello di giro d’affari proporzionato agli spazi disponibili evitando di avvantaggiare l’avidità a scapito del rispetto dei luoghi.

 

Se proiettiamo questo trend di crescita per i prossimi anni è verosimile che arriveremo ad un punto che verrà naturale spostare i termini delle vacanze se vogliamo aumentare il valore dei ricavi per ogni giorno di attività.

 

In alternativa, se non vogliamo accogliere i segnali che ci arrivano dalla necessità di conservare i beni naturalistici che conferiscono alla Sardegna la vera leva di competitività rispetto ad altri luoghi che si affacciano nel Mediterraneo, dovremmo piegarci a rinunciare al primato che sino a oggi ha fatto sì che siamo una delle mete più sognate per il turismo balneare.

 

La lungimiranza che dovremo mostrare in questo momento è proprio quella di studiare quali modelli di turismi o di politiche per il turismo vogliamo ricercare per mantenere un ottimo livello di compatibilità ambientale tra le spiagge, evitando di devastarle, e consentire l’espansione del business che porta sicuramente giovamento al territorio ma non all’infinito!

 

Il mio punto di vista è che è arrivato il momento di iniziare a intraprendere politiche per il turismo capaci di spostare la pressione concentrata in 45 giornate del periodo estivo verso i periodi di spalla (lo so lo dicono tutti!) affinché evitiamo la concentrazione di masse di persone che alla fine non riescono a godersi il territorio e il sospirato bagno nelle acque “caraibiche” della Sardegna come dice qualche articolo che si legge nel web istituzionale e che ripete anche qualche politico.

 

Se non riusciremo a trovare questa strada, coinvolgendo prima di tutto le amministrazioni locali che sono i guardiani della corretta fruizione del territorio, il futuro non sarà certo roseo per i pro business perché i Sindaci agiranno in autotutela e contingenteranno gli accessi alle spiagge tramite ordinanze.

 

Per anni ci hanno parlato di cabina di regia che si è spesso rivelata più uno slogan che una buona pratica inclusiva dei vari interessi e ragionamenti. Ora, forse, anche in vista delle nuove elezioni regionali è arrivato il momento di trasformare alcuni principi sacrosanti in programmi e virtù.

 

Come ho avuto modo di affermare e riaffermare in più occasioni, è la Regione che deve puntare a raggiungere questi obiettivi. È questa l’unica direzione che ci rimane da percorrere se non vogliamo raggiungere anticipatamente la curva di stallo dello sviluppo che si vede nel grafico.

Pensare di creare sviluppo senza la partecipazione attiva dei Comuni è semplicemente follia e lo dimostra la composizione dell’azionariato della costituenda società in house Destinazione Sardegna DMO che non prevede la rappresentanza delle associazioni dei Comuni. Senza i Comuni, che sono i veri portatori di interesse a tutela dei luoghi dove i pro business intendono puntare per la loro espansione di numeri, non ci sarà un equilibrio capace di garantire uno sviluppo armonico e partecipato.

 

Includere i Comuni a pieno titolo nel tavolo di deliberazione delle strategie turistiche sarà anche l’occasione per far ricercare le formule migliori per sviluppare anche i territori che non partecipano al turismo balneare accompagnandole con investimenti che consentono la sviluppo di forme di turismi caratterizzati da altri schemi molto favorevoli per il tipo di ambiente che vogliamo proporre. Forse avviando questa collaborazione anche i luoghi dell’interno dell’Isola possono diventare destinazioni turistiche di interesse internazionale perché capaci di restituire forme native a quei turisti in cerca di intimità con la natura unica e una comunità accogliente in un clima di grande genuinità.

 

Se non ci convinciamo che non ci può essere sviluppo turistico senza la piena inclusione dei Comuni in questo processo virtuoso di espansione equilibrata e armonizzata con i luoghi più incantevoli e ammirati della nostra terra, allora vuol dire che avranno vinto i pro business e chi gli concede uno spazio oltre misura e quando tutto sarà finito, sì perché è certo che tutto finirà dopo la devastazione del territorio marino, gli attuali personaggi con forte miopia saranno già lontani a raccontare com’era bella la Sardegna quando c’ero io!

 

Documentazione consultabile al seguente link https://goo.gl/bLz8qm

Ultima modifica: 3 febbraio 2019



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