Se il tridente Pavoletti-Sau-Farias si dà la sveglia vedremo un altro Cagliari

Con Giannetti segnano alla media di un gol ogni 6 partite e mezzo. Non fosse per le cinque reti di Joao Pedro la situazione dei cannonieri sarebbe drammatica



Sei punti di vantaggio sulla zona retrocessione e dieci di distacco da quella che vale la qualificazione alle coppe europee mettono il Cagliari in una posizione di attesa, magari buona per chi vede nella salvezza l’unico obiettivo da centrare, per niente trascendentale per chi crede che accontentarsi del minimo indispensabile faccia a pugni con qualsiasi competizione sportiva, sia essa dilettantistica che professionistica.

E considerato che la classifica è cortissima nella sua parte centrale, con ben sei formazioni distanziate di un solo punto, per i rossoblù la possibilità di migliorare la tredicesima posizione attuale (virtuale perché l’Udinese che segue di un punto deve recuperare una gara) deve rappresentare un obiettivo concreto. Soprattutto se si pensa che il rendimento degli attaccanti è stato finora decisamente al di sotto delle attese e delle possibilità. Parliamoci chiaro, con centrocampisti che non segnano tanto (solo Barella e Faragò hanno realizzato due gol a testa, ancora a secco Ionita, Cigarini e Padoin), se non ci fosse stato Joao Pedro a tirare fuori le castagne dal fuoco con 5 reti la situazione sarebbe a dir poco drammatica.

Vediamola nel dettaglio in rapporto ai minuti giocati: Pavoletti ha segnato 3 reti in 943’; Sau 1 solo gol in 662’; Farias addirittura 0 in 662’. Aggiungiamo pure Giannetti per quel poco che ha giocato: 0 reti in 133’. E vedremo che il totale di questi attaccanti è di 4 reti in 2350’, come a dire che hanno segnato 1 gol ogni 587 minuti e mezzo, ovvero tutti e quattro mettono insieme 1 gol ogni 6 partite e mezzo. Poiché le occasioni da rete vengono create regolarmente, sarà bene che questi attaccanti si diano una sveglia. E sarà decisamente un altro Cagliari.

Ultima modifica: 7 dicembre 2017

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