Sardegna, costretti a pagare di tasca il pernottamento in caserma: secondini in rivolta

Fp Cgil: “Il ministero ci ha chiesto gli arretrati. Da notare che il personale accasermato è soggetto ed obbligato, ad intervenire in qualsiasi momento, del giorno e della notte, in caso di emergenze connesse ad esigenze che riguardano la sicurezza delle carceri nella regione”



Dovranno pagare di tasca il pernottamento in caserma. In rivolta gli agenti di polizia penitenziaria. “Non bastavano le numerose Penitenziaria problematiche che attanagliano gli Agenti della Polizia penitenziaria come: carenza del personale, strutture obsolete e fatiscenti, condizioni lavorative precarie e non in sicurezza dove i poliziotti rischiano quotidianamente la propria pelle, mancata fornitura degli effetti vestiario, adesso”, afferma il coordinatore regionale della FP CGIL Polizia Penitenziaria Sandro Atzeni. “il nuovo anno ha riservato un’amara sorpresa per tutte le poliziotte e i poliziotti accasermati che, alla luce di una circolare ministeriale, dovranno pagare anche il pernottamento presso le caserme con arretrati, da ottobre 2017, che si attestano sulle 650,00 euro a poliziotto. Da precisare che il personale accasermato è soggetto ed obbligato, ad intervenire in qualsiasi momento, del giorno e della notte, in caso di emergenze connesse ad esigenze che riguardano la sicurezza delle carceri nella regione.

Nonostante cambino i Governi e nonostante le promesse”, si legge nel comunicato, “rimane, ancora una volta, lontana, se non miope, alle problematiche e alle esigenze dei poliziotti penitenziari”. La FP CGIL Nazionale, con nota formale, ha chiesto la sospensione del provvedimento ed un incontro urgente con i vertici dell’amministrazione penitenziaria a Roma. Se l’incontro non sortirà gli effetti auspicati la FP CGIL chiamerà in causa il Ministro della Giustizia. Non si escludono forme di protesta.

Ultima modifica: 9 gennaio 2019

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