"Assessora Cillocu inadeguata vuole inquinare di più:Zedda la rimuova"

Durissimo attacco del comitato Rumore No Grazie all'assessore al Commercio Marzia Cilloccu: "Si è presentata alla Marina per aumentare le ore di inquinamento acustico, è  del tutto incompatibile con le competenze, l’autorevolezza, le qualificate e ragguardevoli conoscenze richieste a chi ricopre un alto e prestigioso  ruolo politico e amministrativo a Cagliari. Nell’interesse dei cittadini e per una qualificata amministrazione della città, riteniamo utile e doveroso chiedere al Sindaco e al Consiglio Comunale che sia presa in considerazione la rimozione dell’Assessore Marzia Cilloccu" 

Autore: Redazione Casteddu Online il 03/04/2017 12:43



"Assessora Cillocu inadeguata vuole inquinare di più:Zedda la rimuova"

di Enrico Marras, comitato Rumore No Grazie

Sull’Unione Sarda di domenica 2 aprile, in un’intera pagina dedicata ai temi dell’inquinamento acustico urbano, fra le tante affermazioni e considerazioni è riportata virgolettata la dichiarazione dell’Assessore alle Attività Produttive Marzia Cilloccu: Il verbale del tavolo tecnico si basa su rilevamenti ormai datati. Una dichiarazione che in questi giorni di discussione assordante, l’Assessore ha ripetuto più volte. Si tratta di affermazione quantomeno originale: una palese manifestazione di superficialità e incompetenza che ben si evidenzia se si ripercorrono i fatti e si leggono gli atti del Comune che lei amministra. Atti che è tenuta a conoscere e che dimostra di ignorare.

“I rilevamenti ormai datati”, cui fa riferimento l’Assessore, sono quelli eseguiti dalla Regione - ARPAS nell’anno 2013 in Stampace e nell’anno 2014 in Marina. Dati che hanno evidenziato “l’emergenza sanitaria” di cui in questi giorni ha parlato con apprezzabile responsabilità l’Assessore regionale dell’Ambiente. A quei rilevamenti era seguita la richiesta della Regione al Comune di rapida adozione dei Piani di Risanamento Acustico, come impone la legislazione sanitaria. Per spazzare via una situazione di grave rischio per la salute umana e per l’ambiente. Siamo arrivati al 2017 e i “Piani” non sono stati ancora approvati. Negli  anni il Comune non solo è stato inoperoso e indifferente  ma ha anche accentuato, in violazione di legge, l’inquinamento acustico continuando a concedere autorizzazioni per nuovi pubblici esercizi e aree pubbliche per mescita e ristorazione all’aperto nei contesti certificati come gravemente inquinati e da risanare.  Esponendo così viepiù i residenti a “malattie gravi e invalidanti  e a morte prematura” (O.M.S.) e gli esercenti a rischi d’impresa  derivanti da ambienti nei quali l’operatività era condizionata dalle inadempienze del Comune e dalle limitazioni insite nei contesti inquinati. Senza esserne stati preventivamente informati, tanto che oggi qualche imprenditore potrebbe anche essere indotto a chiedere al Comune i danni conseguenti. 

Gli attesi Piani di Risanamento Acustico, di cui si parla in questi giorni come non mai, è bene chiarirlo, sono il frutto non già delle virtù amministrative del Sindaco Zedda che li ha sempre osteggiati, ma della tenace lotta dei residenti che hanno chiesto alla Regione il commissariamento del Comune di Cagliari per violazione delle leggi sanitarie in materia di inquinamento acustico. Ed è solo quando l’alito caldo del commissario già gli serpeggiava sul collo che il Sindaco, per evitare l’infamia del commissariamento, ha provveduto all’avviso di gara per l’assegnazione dei Piani. 

All’Assessore Cilloccu, che palesa gravi e imperdonabili lacune di conoscenza, va ricordato che i rilevamenti fonometrici della Regione - ARPAS sono alla base della Sentenza del TAR (28 gennaio 2015, n.253) di condanna del Comune di Cagliari, nella persona del Sindaco Massimo Zedda, per disastro ambientale da rumore e violazione dell’articolo 32 della Costituzione (Diritto alla salute). Neanche tale pronuncia è servita a far cambiare la disastrosa politica ambientale comunale e ad avviare subito  i Piani di Risanamento Acustico.

All’incauto Assessore va ricordato che i rilevamenti della Regione -ARPAS sono perfettamente collimanti con i rilevamenti eseguiti da fonometrista abilitato che su incarico dei residenti ha effettuato numerosi rilevamenti fonometrici negli anni 2012-2013-2014.

Ma ciò che non si può perdonare all’imprudente Assessore è il fatto di non avere conoscenza alcuna del Piano Acustico Comunale, in vigore dal mese di maggio del 2016, che lei è chiamata ad applicare tutti i giorni. I dati fonometri su cui si fonda il Piano Comunale sono perfettamente collimanti con quelli della Regione - ARPAS e con quelli del professionista  incaricato dai residenti, a dimostrazione del permanere immutato negli anni dello stato di “emergenza sanitaria” di cui, con giudizio, parla la Regione. Ma il Piano Acustico ci consegna un quadro di inquinamento ambientale ben più grave di quanto emerga dalle discussioni improvvisate e superficiali di questi giorni. Un quadro che l’Assessore non può ignorare e che dimostra di ignorare. Infatti, in criticità acustica, e quindi in “emergenza sanitaria” , non ci sono solo i quartieri di Stampace e Marina ma anche  altri sette quartieri: Is Mirrionis, Santa Gilla -Sant’Avendace, CEP, Quartiere del Sole, Genneruxi, Bonaria, Pirri. Con livelli di rumore più elevati sia di quello massimo ammesso sia di quello di attenzione, quest’ultimo ben più inquietante e pericoloso. Un dramma, aggravato dal fatto che il Comune non ha informato i residenti del pericolo a cui sono purtroppo esposti (l’AEA -Agenzia Europea per l’ambiente ci ricorda che il rumore è la causa ogni anno di oltre 10 mila morti premature, di 43 mila ricoveri ospedalieri, di oltre  900 mila casi di ipertensione...). 

Quando l’Assessore Cilloccu si è presentata al tavolo tecnico con la Regione, non lo ha fatto per difendere la vita e la salute dei bambini, dei malati, degli anziani, dei lavoratori che alle cinque del mattino si mettono in piedi per andare  a lavorare, degli scolari che si alzano presto la mattina per andare a scuola, dopo notti insonni da rumore, bensì lo ha fatto per chiedere più ore per inquinare rispetto a quelle prima convenute. Un atteggiamento miserevole e lesivo della dignità e dei diritti costituzionali dei residenti, quello dell’Assessore Cilloccu, anche  perché dall’altro capo del tavolo la delegazione della Regione le ha ricordato con dignità e autorevolezza la “prioritaria esigenza di tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente”, l’ “incompatibilità  tra i valori limite di legge in esame e il rumore prodotto dagli avventori dei locali seduti ai tavoli sullo spazio aperto in concessione”. Riaffermando che “l’interesse prioritario è la salvaguardia della salute dei cittadini, esasperati da anni di notti insonni” e ricordando  al Comune  l’obbligo di ridurre “nel più breve tempo possibile le emissioni sonore al fine di rispettare i valori limite previsti dalla legge per la tutela della salute “. Così comportandosi, l’Assessore Cilloccu ha esposto il Comune, in un’alta sede istituzionale, al ridicolo. Dimostrando di non avere neppure un barlume di conoscenza della Costituzione e delle sentenze della Corte Costituzionale, neppure limitatamente alle materie del suo ufficio, e delle leggi sanitarie in materia di inquinamento acustico. Altrimenti avrebbe capito che il diritto alla salute ha valenza primaria e non può essere oggetto di contrattazione. Diritto che sovrasta tutti gli altri, anche quello della libertà d’impresa, così come stabilito dalla Corte Costituzionale in più sentenze (Sentenza 18/2012, Sentenza 200/2012…).

La strada maestra che l’Assessore Cilloccu avrebbe dovuto percorrere per il rispetto primario dovuto al Consiglio comunale era quella dell’applicazione del Piano Acustico Comunale: tutte le soluzioni si trovano lì, a portata di mano e di intelletto. Basta leggerlo e capirlo, il Piano. Dai comportamenti adottati, appare chiaro e inconfutabile che l’Assessore ignora i contenuti del Piano e pertanto non è assolutamente in grado di reggere l’Assessorato che a lei è stato affidato.

 I limiti di rumore che non si possono superare, sia di giorno che di notte, e le fasce orarie entro cui quei limiti sono operativi, sono tutti contenuti nel Piano per ogni quartiere della città. Basta applicarlo il Piano, cosa che l’Assessore non fa. I limiti di rumore notturno (22,00-06,00) in emissione, invalicabili per il rispetto dovuto alla salute e alla vita delle persone sono, a seconda dei quartieri, 45 e 50 decibel. Per avere un elemento di paragone basta considerare che una persona che parla in luogo pubblico seduto a consumare a un tavolo raggiunge di norma 65 decibel. Come dimostra lo studio dell’ISPRA (2016), come ha ricordato il dott. Cappai dell’ARPAS (2016), come scrive in propria delibera la Giunta regionale della Lombardia (D.G.R. 10/01/2014 n. X/1217). Questa certezza  determina l’assoluta incompatibilità tra  le attività di mescita e ristorazione all’aperto e i limiti di rumore sanciti nel Piano Acustico Comunale. Piano voluto e votato dal Sindaco Zedda e che l’Assessore Cilloccu dovrebbe applicare e non applica. 

Al tavolo tecnico, l’inadeguato Assessore si è presentata non già per illuminare e informare la Regione sulle virtù messe  in campo dal Comune di  Cagliari per applicare correttamente il Piano e concorrere così a una qualificata politica ambientale regionale ma per ribadire, nei comportamenti, la sua ferma volontà di calpestare la salute dei residenti cercando il consenso assurdo, e non dovuto, della medesima Regione, per inquinare l’ambiente urbano nelle profonde ore della notte.

Dimenticando di essere l’Assessore di tutta la città e non già di una sua piccola componente. Il tutto in nome della salvaguardia delle imprese e dell’occupazione. Che impudenza! Che ignoranza! Negli anni 2011-2016, anni di devastante inquinamento acustico, di condanna del Comune con sentenza non appellata e passata in giudicato, di assoluta mancata applicazione del Piano Acustico Comunale e della legislazione sanitaria, il numero delle imprese attive nel settore dei Servizi di ristorazione non solo non è cresciuto ma è diminuito di 268 unità con la perdita conseguente di circa 700 posti di lavoro (fonte: Ufficio statistiche Camera di Commercio). Altro che settore in crescita. Come dimostrano anche i dati sulla natalità e mortalità: la vita media delle imprese del comparto si attesta sui quattro anni, di conseguenza la ricchezza che si brucia è più di quella che si crea. Un disastro economico e sociale per le imprese e per la città, volutamente ignorato e mai entrato nei dibattiti consiliari. Frutto dell’improvvisazione e dell’assoluta mancanza di una politica economica per la città di cui l’Assessore Cilloccu è oggi la perfetta incarnazione. In continuità con chi l’ha preceduta.

 L’inquinamento acustico alimenta solo disastri da cui i cittadini fuggono, appena possono. Alimentando la crisi più complessiva del commercio. I Piani di Risanamento Acustico sono la prova oggettiva e illuminante delle inadempienze del Comune di Cagliari. Se il Piano Acustico Comunale venisse applicato, nessun risanamento si renderebbe necessario. A spese dei cittadini. E tanti cittadini non avrebbero abbandonato le loro case con le lacrime agli occhi e spesso con mutuo ancora in corso. Quando l’Assessore Cilloccu disserta in materia, dimostra di non avere consapevolezza alcuna della complessità delle questioni ed espone il Comune a rappresentazioni e soluzioni inqualificabili e pericolose che potrebbero sfociare ancora una volta in contesti, quali quelli dei processi in corso, che potrebbero riservare amari risvolti. Anche in tempi brevi, nonostante i tempi della giustizia.

 Alla luce di quanto esposto, appare chiaro e inequivocabile che l’Assessore Marzia Cilloccu risulta del tutto incompatibile con le competenze, l’autorevolezza, le qualificate e ragguardevoli conoscenze richieste a chi ricopre un alto e prestigioso  ruolo politico e amministrativo nel più importante Comune della Regione di cui è anche Capoluogo. Nell’interesse dei cittadini e per una qualificata amministrazione della città, riteniamo utile e doveroso chiedere al Sindaco e al Consiglio Comunale che sia presa in considerazione la rimozione dell’Assessore Marzia Cilloccu dall’alta funzione a cui è stata delegata. Sarebbe ragionevole e apprezzabile se  l’Assessore Marzia Cilloccu rassegnasse motu proprio le dimissioni per amore e rispetto della città.

 

 





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