Pula, grave atto intimidatorio contro la sindaca Carla Medau: tentato incendio alla sua auto

Grave atto intimidatorio a Pula contro la sindaca Carla Medau: una serie di tubi "alla diavolina" per cercare di fare esplodere la sua auto, una chiara e assurda intimidazione. Solo per miracolo non c'è stata l'esplosione, ma a finire completamente annerito è stato uno dei...



Grave atto intimidatorio a Pula contro la sindaca Carla Medau: un innesco “alla diavolina” per cercare di fare esplodere la sua auto, una chiara e assurda intimidazione. Solo per miracolo non c’è stata l’esplosione, ma a finire completamente annerito è stato uno dei muri dell’abitazione della prima cittadina pulese, molto amata e apprezzata non solo dai suoi concittadini. Ma in questo caso qualche “nemico” ha tentato quello che poteva essere un vero e proprio attentato: la notizia è stata confermata nella tarda serata di oggi dai carabinieri guidati dal maresciallo Cogoni, che indagano sulla vicenda e nelle prossime ore cercheranno risalire ai responsabili di questo increscioso atto intimidatorio.

Il bastone telescopico con la diavolina poteva innescare un cocktail micidiale, l’obiettivo era quello di fare esplodere la macchina di Carla Medau: la deflagrazione sarebbe stata fortissima se l’innesco avesse raggiunto una delle gomme della vettura parcheggiata all’interno del giardino, e l’incendio avrebbe potuto propagarsi facilmente anche grazie a un tendone . L’episodio è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì: Carla Medau ha presentato denuncia ai carabinieri e ha preferito non diffondere la notizia. Poi la conferma da parte dei militari: la notizia dell’atto intimidatorio ha scosso un intero paese e anche gli assessori e i consiglieri comunali che in queste ore stanno esprimendo la più grande solidarietà e vicinanza alla sindaca, a cominciare dalla vice sindaca Ilaria Collu. La Medau era stata rieletta nello scorso mese di giugno dopo un breve periodo di commissariamento del paese, e nelle scorse settimane è stata in prima linea in un’altra battaglia vinta, quella della doppia preferenza di genere.

Ultima modifica: 7 dicembre 2017

In questo articolo