Jacopo Norfo



Il giornalismo è molto di più che una passione. Quasi una "droga", impossibile farne a meno. Sono nato il 27 novembre del 1972, per fortuna non ancora il più anziano della redazione. Da piccolo fin da quando avevo 4 anni  "divoravo" i quotidiani, scrivendoli per gioco. Il primo articolo vero a 17 anni, in terza liceo, sulla Nuova Sardegna: era Jupiter-Tertenia, su un campetto di Monreale. Poi undici anni di fila da collaboratore alla Nuova a imparare a fare la cronaca, la vera palestra di questo meraviglioso mestiere. Collaborazioni a Sardegna Uno, Bellitalia, Dove, poi il grande incontro con un amore mai perduto: la radio. Eravamo in 4 quando fondammo Radio Press, nel 1995, con i primi giornali radio in diretta. Dopo invece Radio Studio One, Radio Golfo degli Angeli, Freemusic, Radio Sintony, Radiolina, a combattere con Bruno Corda durante le radiocronache del Cagliari. Nel 2001 il praticantato a Tcs, nel 2003 finalmente professionista. Due anni ancora di collaborazione all'Unione Sarda, dove il mio vero maestro Giorgio Pisano mi insegnò che il giornalismo è "soprattutto la difesa degli ultimi". Nel 2004 la grande avventura del Giornale di Sardegna: imparai a fare i titoli in una settimana quando il capo redattore  mi fece fare un training nel quale non avevi alternative, potevi solo imparare. Il mio grande sogno era fare il cronista, nel 2006 però ecco la prima volta da coordinatore di un giornale: un anno in Veneto a fare nascere Il Vicenza, con lo scoop del Dal Molin, l'aeroporto regalato agli americani. Un anno di collaborazione anche con Left Avvenimenti, poi l'inchiesta di Parentopoli a Cagliari, poi l'incarico di capo servizio a Epolis per le aperture delle nuove edizioni, un viaggio continuo su e giù per l'Italia, da Torino a Palermo. Nel 2010 il coordinamento delle edizioni di Cagliari e Sassari di Metro, poi finalmente per mia scelta l'avventura del web. Ho scoperto che essere liberi, nel giornalismo, vale più di tutto. Non avere padroni. La vera scommessa è il giornalismo digitale, non il futuro ma il presente.  Ho incrociato però anche l'aspetto più bello in assoluto di questo mestiere: provare a trasmetterlo ai ragazzi che hanno la stessa mia passione di quando cominciai. Per questo sono orgoglioso di questa redazione, che è nata per specializzarsi nella cronaca e non fermarsi mai, 24 ore su 24. E dei lettori che ogni giorno scelgono la nuova frontiera dell'informazione libera. Incarico nel giornale: capo redattore.