Nassirya, è bufera sulla Corda: “Anche il kamikaze è una vittima”VIDEO

Polemiche dopo l'intervento della deputata grillina in Parlamento



Polemiche e durissime reazioni dei partiti e dei media questo pomeriggio dopo l’intervento della deputatadel M5S Emanuela Corda, durante la commemorazione dei morti della strage di Nassiriya: “Tutti noi ricordiamo commossi i 19 italiani deceduti in quell’attacco kamikaze, e oggi siamo vicini ai loro familiari; a volte ricordiamo anche i 9 iracheni che lavoravano nella base italiana, ma non troppo spesso. Nessuno ricorda però il giovane marocchino che si suicidò per portare a compimento quella strage: quando si parla di lui, se ne parla solo come di un assassino, e non anche come di una vittima, perché anch’egli fu vittima oltre che carnefice”. Queste le ragioni che dovrebbero preservarne la memoria: “Un’ideologia criminale – ha sottolineato – lo aveva convinto che quella strage fosse un gesto eroico, e lo aveva mandato a morire, e non è escluso che quel giovane, come tanti kamikaze islamici, fosse spinto dalla fame e dalla speranza che quel suo sacrificio sarebbe servito per far vivere meglio i suoi familiari, che spesso vengono risarciti per il sacrificio del loro caro”.  Le parole della deputata cagliaritana hanno scatenato le proteste del gruppo Fratelli d’Italia e la durissima reazione di Ignazio la Russa che ha definito l’intervento della grillina “vergognoso e offensivo verso le vittime e i loro familiari e per tutta la Nazione”.

Emanuela Corda non ci sta e spiega il suo intervento sul suo profilo nella pagina di Facebook rimandando al mittente le accuse:”Come al solito i partiti strumentalizzano le nostre parole a fini politici: nel commemorare le vittime di Nassirya e nel sentirmi vicina alle famiglie dei nostri militari, ho voluto ricordare anche l’assassino e le responsabilità dei mandanti. Il kamikaze, carnefice e allo stesso tempo vittima della sua “ideologia criminale”. E ho ribadito le colpe dei governi occidentali che avallarono la “truffa” dell’esistenza delle armi di sterminio di massa per giustificate l’intervento in Iraq. Non credo che restituire “verità” ai nostri morti, possa offenderne la memoria. Anzi, ripercorrere quella tragica pagina della storia delle nostre missioni, senza false ipocrisie, ci aiuta a non commettere gli stessi errori. Per ribadire che non vorremmo mai più vedere le madri distrutte dal pianto e i loro figli, partiti con la speranza di cambiare il mondo, non fare più ritorno a casa.

Rivendico il concetto espresso in aula e strumentalizzato dai media avversi. Ho parlato del kamikaze come carnefice e “vittima che ha creduto in un’ideologia criminale”. Condanno fermamente il fondamentalismo, così come le guerre insensate.

È incredibile come la mistificazione partitica raggiunga livelli di così basso livello. Estrapolare una parola da un contesto e mistificare il senso di una “frase”che vuol significare l’esatto opposto. Questa e’ la politichetta del sistema. Siamo in guerra”.

 

Ultima modifica: 20 giugno 2017

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