Migranti morti in mare, Zedda: “Non dimentichiamoli, anche molti cagliaritani scapparono nel 1943”

Il sindaco interviene alla commemorazione al cimitero di San Michele per chi è morto scappando dalle zone più povere del mondo: "Doveroso ricordarli, la loro aspettativa di vita è bassissima rispetto alla nostra. Nel 1943 molti cagliaritani sono fuggiti a causa delle bombe"



Poco più di cinque minuti di intervento per un messaggio chiaro: “Non bisogna dimenticare”. Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda interviene alla commemorazione dei migranti morti in mare, un evento organizzato dall’Acli al cimitero di San Michele. Presenti anche rappresentanti della Regione, dell’Assl, della chiesa cattolica e delle comunità islamiche. “Viviamo un momento di difficoltà nel mantenere un livello di umanità. Qui ci sono persone che hanno storie, culture e religioni diverse”, osserva Zedda, “si fugge da quelle zone per tanti motivi, e sappiamo quali sono. L’aspettativa di vita nel nostro paese è la seconda al mondo, mentre i paesi africani sono agli ultimi posti nella classifica mondiale”.

E Zedda ricorda anche che “in tante parti del mondo si svolgono queste commemorazioni, dedicate a chi è partito da lontano e ha perso la vita. Molti sardi sono partiti, anche a tanti chilometri di distanza, bussando alle porte per poter avere un futuro migliore. Nel 1943 tantissimi cagliaritani scapparono dalla città distrutta dalle bombe, andando in tutti i paesini della Sardegna”.

Ultima modifica: 9 novembre 2018

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