Il Cagliari e il paradosso della panchina lunga

Emerge uno dei problemi chiave dopo la sconfitta col Verona



Le ultime apparizioni del Cagliari hanno evidenziato una vistosa lacuna, che emerge col passare dei minuti, quando in campo la stanchezza prende il sopravvento: la mancanza di cambi. O meglio, la mancanza di cambi all’altezza. Infatti, in teoria, i giocatori pronti a subentrare sarebbero tanti. L’infornata di acquisti che è stata messa a disposizione di Mister Zeman ha regalato al tecnico boemo una rosa piuttosto ampia, con numerose riserve. Ciononostante ZZ ha usufruito ben poco delle risorse, con alcuni giocatori che non hanno ancora visto il campo, come Caio Rangel, Donsah, Benedetti, Capello, ma anche Capuano che però dovrebbe esordire nel prossimo turno quando rileverà lo squalificato Rossettini. Tutti giocatori mai utilizzati in campionato ma che magari sarebbero potuti risultare utili. L’estrosità di Caio Rangel avrebbe potuto portare brio e imprevedibilità nei match in cui si faticava a segnare, ad esempio. Ma è strano anche vedere relegato in panchina Donsah, dopo un precampionato in cui aveva stupito tutti. Capello anni fa veniva considerato il nuovo Baggio, possibile che abbia smarrito il suo talento?

La difficoltà nell’attuare cambi si è palesata sabato scorso, quando le sostituzioni di Zeman hanno finito per abbassare il tasso tecnico della squadra. I cambi sono più o meno sempre gli stessi e uno di questi è Longo, che però ha sempre fatto rimpiangere Sau. Al contrario Mandorlini non ha sbagliato un colpo e nella ripresa il Verona ha lentamente schiacciato il Cagliari sino al colpo del k.o. avvenuto all’89’.

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Ultima modifica: 22 giugno 2017

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