È tempo di cambiare il mondo!

S'intitola "Cambia il Mondo" l'ultimo progetto musicale dei Bertas. Dalla tradizione melodica all'hip-hop, dalla canzone d'autore alla sperimentazione elettronica; da Simone Weil a Dostoevskij. PUBBLIREDAZIONALE



E “Cambia il mondo” s’intitola anche il primo videoclip ufficiale nella storia del gruppo musicale dei Bertas, che arriva dopo ben 53 anni di attività, appena uscito su YouTube – (https://youtu.be/_yfPkwZrxsg). Girato parte in sardegna, parte a Milano, dal regista Alberto Salvucci.

È tratto dall’omonimo album, e composto di 16 brani originali con l’unico comune denominatore della coralità a fare da ponte fra tematiche e riferimenti musicali altrimenti diversi fra loro: dalla tradizione melodica all’hip-hop, dalla canzone d’autore alla sperimentazione elettronica; da Simone Weil a Dostoevskij.

Vi si trovano escursioni nell’intimità del sentimento, quadri minimali o sociali, narrazioni favolistiche, tributo a figure scomparse, di sconfitti, di povera gente come di eroi moderni, che talvolta si reincarnano nella leggenda. Eroi per caso o per scelta, che la vita ha divorato, ma che a vivere non hanno mai rinunciato. Magnifici perdenti.

Nella ricerca di strade meno battute i Bertas si sono questa volta imbattuti nell’italiano: che è anche la lingua di tanti inarrivabili poeti della canzone – ci tengono a dire – che li spingono ogni giorno oltre l’orizzonte di casa.

Ieri, quando nessuno cantava in limba, l’hanno sostenuta a dispetto di qualche naso storto, perché credevamo nella sua bellezza e musicalità, prima ancora che per assecondare una nascente spinta identitaria; oggi, in tempi in cui il sardo, in tutte le varianti possibili, dilaga nel mondo sardista della canzone, spesso per conformismo più che per scelta, si stanno riappropriando di una parte di loro, una parte che considerano significativa e importante.

L’album, registrato nei propri studi dai Bertas e mixato da Alberto Erre al Blu Studio di Sassari, è arricchito da numerose collaborazioni: con gli arrangiatori Antonio PapaN’tò Leardi dei Train To Roots e Paolo Erre, coi musicisti Lele Melotti, Antonello Coradduzza, Uccio Soro, con la Funky Jazz Orckestra di Berchidda, col cantante Beppe Dettori – voce solista in Se ti fermassi.

E poi ci sono loro, i Bertas “storici”: Mario Chessa, Marco Piras ed Enzo Paba; e ancora: Franco Castia; Giuseppe Gadau, Fabrizio Loriga, Maria Rosaria Soro ed Enrica Virdis, cioè i componenti che completano la line-up live del gruppo.

 

Ultima modifica: 1 gennaio 2019

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