Is Mirrionis,Teatro del Segno: ImprovvisAzione Teatrale e GAP al Ts'E

Focus sull'arte dell'improvvisazione e un progetto contro i rischi del gioco d'azzardo patologico pensato per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado al Ts'E / Teatro Sant'Eusebio in via Quintino Sella, nel cuore di Is Mirrionis

Autore: Redazione Casteddu Online il 10/03/2017 15:54



Is Mirrionis,Teatro del Segno: ImprovvisAzione Teatrale e GAP al Ts'E

Focus sull'arte dell'improvvisazione e un progetto contro i rischi del gioco d'azzardo patologico pensato per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado al Ts'E / Teatro Sant'Eusebio in via Quintino Sella, nel cuore di Is Mirrionis a Cagliari. Un nuovo palcoscenico per la città e il rione – con Teatro Senza Quartiere della compagnia Teatro del Segno nasce un nuovo spazio culturale nel capoluogo: il Ts'E ospiterà – anche grazie alla collaborazione con il CeDAC - spettacoli e concerti, rassegne e festivals, workshops e seminari, incontri ed eventi

Dopo “Il Corpo Comico”, coinvolgente workshop di gioco teatrale diretto da Serenella Converti (alias La signorina Tina) – che  firmerà anche la regia di “Clocharme #2. Il mondo visto da fuori” (prossimamente in cartellone) - è la volta del Laboratorio di ImprovvisAzione Teatrale condotto da Fabio Maccioni – in programma sabato 11 marzo dalle 16 alle 20 e domenica 12 marzo dalle 10 alle 16 al Ts'E

«A teatro, l'improvvisazione è una gioia per chi la fa e una bellezza per chi la vede. Improvvisare: toda joia toda beleza!» racconta l'attore e performer di Teatribù di Milano, allievo di Fabio Mangolini e Carles Castillo, Oskar Boldre per il canto e Randy Dixon, Patti Stiles e Omar Galvan «per l'improvvisazione teatrale nella sua forma più libera, aperta, poetica, emozionante». Fabio Maccioni sottolinea che: «Improvvisare è un'arte, la si può conoscere e praticare. Non ci si “improvvisa” improvvisatori teatrali, occorre esercizio e pratica: come nella musica, nella danza… e nella vita». Il segreto? «Basta lasciarsi andare, tornare a essere bambini che giocano e che imparano giocando!»

Fabio Maccioni – docente di improvvisazione teatrale e responsabile del gruppo amatori di Teatribù. Oltre allo studio e alla pratica  dell'improvvisazione teatrale con la compagnia Teatribù, ha approfondito le tecniche e i codici della Commedia dell’Arte con Fabio Mangolini e i segreti del mimo con Carles Castillo. Ha studiato contact improvisation con Simonetta Alessandri, teatro di narrazione con Laura Curino e scrittura scenica con Daniele Iodice. Dal 2012 studia improvvisazione vocale con Oskar Boldre e canta nell'Orchestra Vocale "Ancore d'Aria", diretta dallo stesso Boldre.

Fabio Maccioni è inoltre assistente alla cattedra di Pedagogia del Corpo presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca, presso cui si è laureato con una tesi sull’improvvisazione teatrale. Conduce laboratori teatrali nelle scuole, dalle elementari all’università. Ha partecipato a oltre un centinaio di spettacoli di improvvisazione teatrale, tra short form, long form, monologhi, teatro di strada e teatro d’impresa.

E’ responsabile francofono per Improteatro, l’associazione nazionale cui Teatribu è affiliata: ha partecipato a tre Mondiali di Improvvisazione Teatrale (Québec, Francia e Belgio) e a numerosi spettacoli nel mondo francofono. E’ autore e attore del monologo teatrale “Domani comincio”.

Per saperne di più: www.teatrodelsegno.com 

 

“Cagliari 2017 - Rovinarsi è un gioco” - al Ts'E

S'intitola “GAP / rovinarsi è un gioco”lo spettacolo scritto, diretto e interpretato dall'attore e regista Stefano Ledda e ispirato alla storia (vera) di un giocatore di videopoker, fulcro del progetto “Cagliari 2017 - Rovinarsi è un gioco” firmato Teatro del Segno, che prenderà il via al Ts'E / Teatro Sant'Eusebio di Is Mirrionis a Cagliari da martedì 28 marzo fino a sabato 8 aprile con un ciclo di repliche e incontri con esperti rivolti agli gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado del capoluogo dell'Isola (e non solo). 

Un progetto di “teatro sociale” che mira a sensibilizzare ragazzi e adolescenti – le fasce più a rischio e futuri potenziali “clienti” del gioco d'azzardo -  sui pericoli legati alla dipendenza dal gioco: il “gioco d'azzardo patologico”, sintetizzato nell'acronimo GAP, è una forma di “dipendenza non da sostanze”, una patologia ossessivo-compulsiva ormai conosciuta e purtroppo sempre più diffusa in Italia e in Sardegna, in cura presso i SerD dell'Isola. La forza espressiva e comunicativa del teatro permette di sollevare il velo sulle insidie nascoste dietro un apparentemente “innocuo” passatempo (eppure i danni provocati da quella che è una vera e propria “malattia dell'anima”, che trasforma il sottile brivido del rischio e l'aspettativa e il piacere della vincita in una sorta di “droga” sono sotto gli occhi di tutti, dagli sguardi perduti delle persone “ipnotizzate” davanti alle slot machines alle notizie riportate sulle pagine di cronaca dei giornali). 

Se slogan come “Ti piace vincere facile?” sembrano dipingere l'Italia come un moderno “paese dei balocchi”, sorvolando sugli effetti collaterali di una cultura che privilegia il caso e la fortuna rispetto all'impegno e al lavoro, alla costanza e alla determinazione individuale, con il miraggio di una “facile” ricchezza (in realtà riservata a pochi, a fronte delle perdite di molti, come dimostrano le statistiche e il calcolo delle probabilità) la verità sul gioco d'azzardo è molto più amara. Nell' “Isola dei giocatori” – con una media di mille euro pro capite “investiti” nel gioco - è in crescente aumento il numero delle vittime da dipendenza, o anche più semplicemente di giocatori abituali che sperperano una parte consistente del reddito o della pensione, o magari del sussidio di disoccupazione, nel tentativo di conquistare per una volta i favori della dea bendata. 

“GAP / rovinarsi è un gioco”è il racconto di una vita “esplosa” in mille pezzi per la passione del videopoker – moderna declinazione, accanto ai giochi online e alle infinite varianti del Gratta e Vinci, del Lotto e del Superenalotto, dell'antico demone del gioco. Il protagonista, Emanuele, un giovane tipografo, scopre improvvisamente e quasi per caso il gusto di tentare la fortuna ma una piccola vincita, che si rivelerà fatale, innesca la tragica spirale di una dipendenza in cui egli finisce per cadere, senza quasi accorgersene – e negando a se stesso l'evidenza – finché non sarà troppo tardi. 

Una vicenda emblematica, simile a tante altre, in cui il brivido del rischio produce una sorta di assuefazione, e il gioco da divertimento si trasforma in una prigione da cui è difficile sfuggire:  l'idea della pièce teatrale nasce dall'incontro con una storia, una testimonianza riportata su un giornale, da cui ha preso le mosse un attento lavoro di documentazione e ricerca, e confronto con psicologi ed esperti, preludio alla scrittura drammaturgica. “GAP / rovinarsi è un gioco” è la storia di un viaggio agli inferi – ma la narrazione in prima persona si intreccia alla sequenza implacabile dei numeri, in costante aumento, che riassumono un fenomeno che in Italia – e nell'Isola – si è ormai trasformato in una vera emergenza sociale. 

Alla visione dello spettacolo segue un incontro dibattito con psicologi e operatori dei SerD – in cui il pubblico, e in particolare i giovani, possono dar voce a dubbi e curiosità e proporre quesiti,  confrontandosi con una questione attuale e sempre più scottante – una realtà fin troppo vicina a loro, in cui si imbattono ogni giorno, senza forse riconoscerne i confini e gli aspetti più drammatici, accanto alle onnipresenti réclames dei giochi. La riflessione investe aspetti più ampi – come la necessità di  riscoprire  la cultura del gioco, distinguendolo dall'azzardo – come suggerisce Rolando De Luca, psicologo psicoterapeuta, Responsabile del Centro Di Terapia Di Campoformido (UD) per ex giocatori d’azzardo e le loro famiglie che è stato uno dei consulenti per la stesura del testo, e sostenitore del progetto.

In programma al Ts'E di Is Mirrionis dal 28 marzo all'8 aprile, la prima tranche di “Cagliari 2017 - Rovinarsi è un gioco” si inserisce nel progetto omonimo di respiro regionale promosso dal Teatro del Segno con l'obiettivo di informare e sensibilizzare i più giovani – puntando anche sulla comunicazione peer to peer,  la trasmissione orizzontale di saperi e la condivisione di esperienze tra pari. Il progetto “Cagliari 2017 - Rovinarsi è un gioco” si rivolge in particolare alle scuole e agli istituti di Cagliari e dell'area metropolitana e attraverso Teatro Senza Quartiere  e la creazione del Ts'E punta a concorrere alla riqualificazione e rinascita di un quartiere strategico nella visione di una città moderna e policentrica, e di un sistema culturale che metta in rete centro e periferie. 

 

Hanno finora accordato il loro patrocinio al progetto “Rovinarsi è un Gioco”: la Presidenza della Camera dei Deputati, La Presidenza del Senato della Repubblica, la Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna, la Consulta Nazionale Anti Usura, l’A.GIT.A (Ass. nazionale degli ex Giocatori d'Azzardo e delle loro famiglie) Comune di Cagliari 2016-2017, unendolo a quello oneroso concesso in precedenza dalla Provincia di Cagliari 2010, dalla Provincia d’Ogliastra 2010, dalla Provincia del Medio Campidano 2011, dalla Asl Nuoro 2014, Asl 8 Cagliari 2016, Asl 6 Sanluri, Asl 7 Carbonia. 

“Rovinarsi è un gioco – Sardegna 2017” è uno tra i progetti ammessi dall'Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna attraverso il bando Iscol@ per concorrere ad una più diretta conoscenza e interazione fra scuola e teatro e allo sviluppo e diffusione di una cultura teatrale tra le giovani generazioni dell'Isola. 

per ulteriori informazioni e prenotazioni:  scuole.teatrodelsegno@gmail.com

tel. 070 680229 – cell. 392 9779211  e 391 4867955 - www.teatrodelsegno.com

 

 


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