Chiusure di domenica nei centri commerciali sardi, è polemica aperta: “Così vinceranno i colossi online”

La consigliera di Quartu Valeria Piras: "Se si chiudono i negozi la domenica lasciamo ulteriore spazio alle vendite on line. Si faranno comodamente a casa, magari da quegli stessi commessi che non lavorano la domenica"



Chiusure di domenica nei centri commerciali sardi, è polemica aperta. Prende posizione anche Valeria Piras, consigliera comunale di Quartu: “La chiusura domenicale dei negozi è quanto di più lontano da una salvaguardia dei posti di lavoro.

Il nemico attuale non è la grande distribuzione, ma la vendita sul web di colossi come Amazon e Ali Baba che non pagano neanche le tasse in Italia.
Io non compro nulla on line, perché so che sto depauperando l’economia sarda e italiana. Quelle scarpe che potrei comprare su Amazon a 10 euro in meno faranno sì che quell’esercente che vende calzature abbia un mancato guadagno che avrebbe potuto spendere nel mio locale per una birra e hamburger. È un mutuo soccorso che sta crollando.
Amazon è presente a Cagliari e da lavoro a tante persone, ma quante di queste avrebbero trovato occupazione se Amazon non esistesse? Quanto durerà? Si riuscirà davvero a bloccare un’eventuale delocalizzazione?
Se si chiudono i negozi la domenica lasciamo ulteriore spazio alle vendite on line. Si faranno comodamente a casa, magari da quegli stessi commessi che non lavorano la domenica.
Dal Governo, attuale e precedenti, mi sarei aspettata un’azione forte per far sì che le tasse vengano pagate in Italia, così forse si poteva parlare delle chiusure domenicali”.

Ultima modifica: 10 settembre 2018

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