Capoterra, primo no alla centrale biomasse:”Basta industrie a rischio”

Consiglio comunale stamattina, Capoterra si schiera apertamente contro il nuovo impianto di Assemini: "Stop al brutto vizio di piazzare sostanze nocive a un passo dal nostro territorio"



Primo no alla centrale biomasse di Macchiareddu. Tutti contro un’altra industria accanto a Capoterra. Si è svolto questa mattina, a partire dalle 9, il Consiglio Comunale, avente come ordine del giorno una richiesta di azione del Comune in merito alla costruzione della centrale a Biomasse a Macchiareddu, in territorio asseminese. Al consiglio, con il Presidente Giorgio Marongiu, dal primo cittadino Francesco Dessì, dagli assessori e dai vari consiglieri di Maggioranza e Opposizione, hanno preso parte pochi e silenziosi cittadini, che non potevano porre domande alle parti chiamate in causa con la petizione e la richiesta di intervento da loro stessi organizzata e promossa. La centrale a Biomasse, sulle cui funzione, vantaggi e svantaggi si è largamente argomentato nei giorni scorsi, è un polo industriale che sfrutta gli scarti agricoli, urbani ed industriali per produrre energia rinnovabile. Sicuramente meglio del petrolio, sebbene (ed è da qui che nasce la protesta) la centrale rilasci nell’aria sostanze nocive e cancerogene, capaci di generare cancri, tumori e patologie cardiovascolari. I cittadini non ci stanno, ed esprimono il proprio dissenso poiché la centrale, essendo Assemini e Capoterra comuni limitrofi, sorgerà proprio ai margini del secondo, a pochi km dal centro della città e dell’agglomerato costiero.

Il Presidente Marongiu si muove sulla stessa linea di pensiero, e afferma: “Purtroppo i nostri colleghi dei comuni vicini, hanno il brutto vizio di ubicare industrie e fabbriconi ai limiti delle loro comunità, e le problematiche causate da scorie e rifiuti nocivi ricadono sulla nostra popolazione. Da parte nostra, si procederà con la verifica dell’iter burocratico, per essere sicuri che Assemini abbia rispettato le norme vigenti e i termini burocratici”. Rincara la dose l’Assessore all’Ambiente Armando Farigu, che afferma: “Mi preoccupo, oltre che nella mia qualità di assessore, come privato cittadino. Trovo impossibile che si sia arrivati a chiedere il blocco dei lavori solo adesso, quando della questione Biomasse si parla già da diversi anni, addirittura dal 2009, anno di approvazione del progetto”. Conclude Giuseppe Cabiddu (Sinistra Ecologia e Libertà), che invita Comune e cittadinanza a porsi la domanda: “Vogliamo manifestare veramente?”. Nessuno si è quindi dichiarato contrario al dissenso sollevato con la petizione della cittadinanza. Se ne riparlerà venerdì 8 Novembre, alle diciannove, sempre in aula consiliare, in attesa delle osservazioni e degli atti del Dirigente all’Urbanistica.Gli ordini del giorno erano 4, il più importante proprio quello della centrale a biomasse.

Lorenzo Scano

Ultima modifica: 20 giugno 2017

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