Santa Maria Chiara a Pirri, il traffico che soffoca fede e tradizione

Polemica sulla festa di S.Maria Chiara a Pirri, interviene la vicepresidente della municipalità, addirittura è più importante chi compra il pesce fresco di chi invece porta la santa per un rito antichissimo

Autore: Redazione Casteddu Online il 21/04/2017 10:21



Santa Maria Chiara a Pirri, il traffico che soffoca fede e tradizione

di Maria Laura Manca - Vice presidente della Municipalità di Pirri

Ho atteso un po' prima di scrivere.. reputo comunque doverosa una mia personale posizione... Ieri sera mi è stato segnalato  da alcuni cittadini particolarmente infastiditi,  un articolo pubblicato dall'Unione Sarda: oggetto, la festa patronale in onore di Santa Maria Chiara a Pirri, una celebrazione solenne, antichissima e che la nostra comunità festeggia con particolare devozione ... leggo con attenzione, l'articolo occupa una intera pagina! mi aspettavo di leggere la descrizione del rito anche quest'anno è stato particolarmente intenso e partecipato, finalmente inserito dal Comune di Cagliari tra gli eventi più importanti della città, tra l'altro organizzato e finanziato direttamente dai cittadini e dai commercianti pirresi, attraverso l'impegno volontaristico di un Comitato, nostri compaesani...cosí come avviene da sempre in tutti i centri dell'isola per le feste padronali... invece nell'articolo l'autore si concentra quasi esclusivamente sul blocco del traffico e sui presunti disagi e malumori degli automobilisti e addirittura fa cenno di persone che comprato il pesce al mercato San Benedetto salgono nel bus e attendono il passaggio della processione (grave danno davvero per il pesce fresco?) mentre riporta con velata ironia (forse è la mia impressione?) la processione per i festeggiamenti. Ora, posto che blocco del traffico è stato limitato al minimo indispensabile (e nessun tilt quindi), il tutto gestito in modo egregio dalle forze dell'ordine, carabinieri e agenti della polizia municipale, e dai componenti del Comitato. Mi chiedo se poi sia stato veramente presente l'autore.

Mi rammarica come  l'immagine che sembra si voglia dare sia quello di un gruppo di persone che fuori dal tempo e dallo spazio bloccano il normale decorso del vivere quotidiano, nell'era della modernità e della metropoli. Ricordo più volte di aver incontrato processioni (a volte per funerali) un po' in tutta la Sardegna e con pazienza abbiamo atteso: alcuni di noi sono scesi dalle rispettive macchine in segno di rispetto e chi per devozione... 

Anche io dunque mi associo ai miei concittadini e al loro dissenso.. sono convinta che si debba sempre e comunque avere rispetto del sentire di una collettività, delle sue tradizioni che definiscono la propria identità. E questo va oltre il tempo e il luogo... ricordando infine che oltre al senso prettamente religioso e spirituale questi riti portano in sé un senso più profondo culturale e antropologico, e mi rimanda a quel concetto sociologico oramai entrato nel linguaggio comune di capitale sociale,  quale  fattore determinante lo sviluppo di una comunità. 

Allora  non solo in veste istituzionale come consigliere e  Vicepresidente della Municipalità di Pirri, e come cittadino e fedele pirrese mi aspetto che il giornale Unione Sarda possa rimediare con un articolo dove finalmente venga  riaffermato il vero valore religioso, culturale e sociale de sa festa manna, infine per rispetto agli organizzatori che con passione e fatica hanno permesso la sua realizzazione.