Cagliari, stroncata banda della droga sardo-campana: “Imbastito un sistema mafioso”

Dieci tonnellate di hascisc dal Napoletano alla Sardegna, le spedizioni fatte utilizzando ditte alimentari. Undici arrestati, otto sono sardi. Ecco tutti i nomi



di Paolo Rapeanu

Stefano Medda, Carlo Tintis, Gaetano Tintis, Antonio Tintis, Matteo Tintis, Fabrizio Moroni, Fabrizio Medda e Vittorio Piras, tutti nati a Cagliari. Sono loro gli otto arrestati al termine dell’operazione “Sardina Panta Rei” svolta da polizia e Guardia di Finanza. I tre arrestati campani sono Luigi Del Prete, Carlo De Luca e Emiddio Romano, tutti e tre nati a Napoli. Sono giĂ  tutti in carcere, con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti e porto di materiale esplosivo. Un’indagine iniziata nel 2015, e che ha portato a scoprire un gigantesco traffico di hascisc dalla Campania alla Sardegna. Ben trenta i “trasferimenti” della droga in due anni, tutto avveniva utilizzando ditte di copertura – la societĂ  S.A.V.I. Alimentari di Napoli a favore della ditta “Bevande distribuzione” di San Gavino Monreale.

I SEQUESTRI – il 5 febbraio 2016 300 chilo di hascisc saltano fuori in un capannone di Sestu, arrivati dal Napoletano e diretti a San Gavino Monreale. Ad aprile 2016 500 chili di hascisc finiscono sotto chiave: erano nascosti in un’imbarcazione, e in quell’occasione sono stati arrestati Fabrizio Medda e Fabrizio Moroni. Ancora: a giugno 2016 altri 480 chili di droga trovati dentro una cassa di assi di legno chiodate ed avvolta con vari strati di cellophane. In questa occasione è finito in manette Carlo Tintis. Gli investigatori hanno sequestrato vari immobili di Luigi Del Prete, tutti in Campania, incluso un conto corrente attivo in Germania, “per un totale di circa 4 milioni di euro”.

“Parliamo di undici ordinanze di custodia tra Campania e Sardegna, e stiamo ano a svolgendo trenta perquisizioni, con oltre duecento uomini in azione”, spiega il questore di Cagliari Pierluigi D’Angelo, “I metodi utilizzati ricordano quelli mafiosi, basti pensare che Luigi Del Prete, pensando di essere stato ‘tradito’ dopo il primo sequestro, aveva piazzato una bomba, poi esplosa, davanti ad un bar di Quarto”.

Ultima modifica: 8 novembre 2018



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