Cagliari piange il più grande errore giudiziario della storia: il caso di Aldo Scardella su Rai Tre

La storia di Aldo Scardella sugli schermi di Rai Tre, e Cagliari si commuove ancora per quello che resterà forse il più grande errore giudiziario nella storia della città. Per quella morte da innocente dietro le sbarre, "colpevole" di una rapina alla quale non aveva mai partecipato. Sino a quel drammatico suicidio, che ancora oggi è una sconfitta per tutti



di Jacopo Norfo

La storia di Aldo Scardella sugli schermi di Rai Tre, e Cagliari si commuove ancora per quello che resterà forse il più grande errore giudiziario nella storia della città. Per quella morte da innocente dietro le sbarre, “colpevole” di una rapina alla quale non aveva mai partecipato. La sua storia è stata rievocata ieri sera in un bellissimo resoconto su Rai Tre, sino al suo drammatico suicidio. Tutta colpa di un indizio: quel passamontagna dei banditi che fu trovato nel cortile della sua casa, dopo il famoso colpo al Bevimarket di via dei Donoratico soto Natale, nel 1985. L’interrogatorio, l’arresto, i mesi dietro le sbarre, il tragico epilogo: il 2 luglio 1986 Aldo Scardella si uccide in una cella di Buoncammino. Aveva trascorso 185 giorni recluso, gli fu negata anche la possibilità di assistere alla Messa di Pasqua perchè gli inquirenti speravano in una confessione. E invece lui con quella rapina che finì con un’altra morte, quella del commerciante Giovanni Battista Pinna freddato dai banditi, non c’entrava davvero nulla. Aveva 24 anni, troppa fragilità e disperazione per potere resistere ancora. Persino l’esame del guanto di paraffina ebbe esito negativo, eppure fiu tenuto in carcere, dove gli fu proibito qualsiasi contatto con gli altri detenuti. Anni duri e difficili, gli stessi del caso Manuella.
 Solo dieci anni dopo, nel 1996, un collaboratore di giustizia fece il nome dei veri colpevoli, due esponenti della banda di is Mirrionis che furono processati e condannati in via definitiva: Walter Camba e Adriano Peddio. Troppo tardi per salvare la vita di Aldo. Oggi a distanza di così tanti anni, dopo che il Comune sotto la guida di Zedda gli ha anche dedicato una piazza, qualcuno quasi non si ricordava più di questo capitolo struggente della storia del capoluogo sardo. E in tanti hanno pianto davanti alla tv. C’è chi spera che oggi che è diventato un simbolo, Aldo Scardella forse non sia morto invano. Anche se ancora adesso è una sconfitta per tutti.

Ultima modifica: 16 aprile 2018

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