Cagliari, Lopez allenatore perfetto per Giulini: cuore, difesa, punticini e salvezza

Diego Lopez è l'allenatore perfetto per il Cagliari di Giulini: difesa serrata, squadra corta, punticini e salvezza. Niente fronzoli, pochi sogni, ma la concretezza che significa serie A. Ai tifosi piace perchè è una bandiera, dunque a differenza di Rastelli gli perdonano tutto



Diego Lopez è l’allenatore perfetto per il Cagliari di Giulini: difesa serrata, squadra corta, punticini e salvezza. Niente fronzoli, pochi sogni, ma la concretezza che significa serie A. Ai tifosi piace perchè è una bandiera, dunque a differenza di Rastelli gli perdonano tutto: anche i pochi tiri in porta, il gioco non certo scintillante, qualche amnesia tattica, un attacco che spesso latita. Lopez è un capitano, è l’uomo preferito anche da Daniele Conti, fa parte di quella scuderia che anche con Cellino dominava lo spogliatoio.

Lopez fa punti, al contrario di Zeman: i punti significano salvezza e soldi per la società. Questo Cagliari che fa le diagonali perfette in difesa farà storcere il naso agli esteti del calcio spettacolo, ma è umile ed è difficile da superare. Anche quando perde, perde di misura salvando l’onore: addio alle scoppole rastelliane, a quei 6-2 col Sassuolo o a quei 5-0 col Napoli, il Cagliari comunque combatte sempre. Lopez sta smentendo tutti, anche chi lo riteneva inadatto,  come i i zemaniani che aspettavano Husbauer definendolo un fenomeno senza che avesse mai messo piede in serie A, per fare un esempio. Lopez è la grinta, quella che aveva quando giocava lui in difesa, e che anche in panchina gli permette di sopperire ai limiti tecnici, in questo caso evidenti nel gioco. Il Cagliari gioca prima per non prenderle, come facevano un tempo le provinciali. Come l’Ascoli di Mazzone, che infatti si salvava sempre. E anche se il calcio oggi è cambiato, la formula funziona ancora.

Prendete la gara di oggi col Sassuolo, diretta concorrente per la salvezza: il Cagliari ha rischiato pochissimo, subendo pochi tiri, portando a casa un punto che avvicina moltissimo i rossoblù alla salvezza. Lopez si è permesso persino di tenere a lungo in panchina Pavoletti, il giocatore più pagato sul mercato dalla società. Non gli serviva, voleva difendere e non attaccare più di tanto. Il Cagliari è questo, non può fare molto di più a livello di classifica: non può inseguire l’Europa League, può ambire a un campionato tranquillo e questa è la dimensione di Giulini aspettando il nuovo stadio. Una partita inguardabile in cui Sassuolo e Cagliari hanno giocato solo a non farsi del male? Gli almanacchi la archivieranno come un pareggio, a fine anno sarà quasi certamente salvezza, la Spal oggi è più lontana. Neymar non abita qui.

Certo, c’è l’altra faccia della medaglia: non è un Cagliari che infiamma, non ci sono giocatori che fanno impazzire i tifosi. E il popolo rossoblù è quasi “anestetizzato” dalla tranquilla salvezza all’orizzonte, proprio come nel 2014 durante la precedente era di Lopez in panchina. Non si vedono più le furiosi liti sui social network di quando c’era il campano Rastelli, che ha fatto più risultati di Lopez ma non era amatissimo, alla stragrande maggioranza dei tifosi non piaceva. Non gli perdonavano il minimo errore. La bravura di Lopez è stata capire la dimensione del Cagliari e mettere una barriera tra l’area di rigore e la porta: subendo pochi gol, ci si salva di sicuro. E pazienza se non ci saranno goleade a favore, al tifoso medio del nostro Cagliari va benissimo così, restare in serie A e non avere più paura di cadere. Nessuna parata dei portieri in Sassuolo-Cagliari? Partita perfetta per molti, state certi che in settimana non ci saranno polemiche. Lopez con la sua tattica difensiva ma produttiva ha “anestetizzato” anche la critica.

jacopo.norfo@castedduonline.it

Ultima modifica: 11 febbraio 2018

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