“Cagliari, l’odissea con un tumore. I macchinari si guastano, poi la beffa: sa, domani è festa…”

La lettera aperta della nostra lettrice Vanessa: "Siamo stanchi, così come sono stanchi tutti gli altri pazienti oncologici che anziché fare una "buona" cura, vengono rimandati a casa. Per domani 1 novembre le hanno detto che restano chiusi perché "è festa". Ma da quando la sanità può permettersi di andare in vacanza?"



di Vanessa Floris, Cagliari

Carissimi di Casteddu Online, vi scrivo per condividere con voi, e spero con tutti, un mio sfogo. Una persona a me molto vicina ha un tumore. Subito dopo essere stata operata , avrebbe dovuto iniziare la cura con la radioterapia. Passano 4 mesi dall’operazione e finalmente arriva la chiamata: “Signora dovrà iniziare fra qualche giorno”. Attendiamo, ma nessuna chiamata. Chiamiano noi al Businco per sollecitare, ma nulla. “Signora non si preoccupi, la chiamiamo noi”. Passa un altro mese ed arriva ottobre. Finalmente si inizia. Ma dopo qualche seduta il macchinario si guasta e lei viene rimandata a casa (tra l’altro abita ad un’ora di distanza da Cagliari… un’ora per andare e un’altra per rientrare). Deve fare un totale di 25 sedute, che andrebbero fatte continuativamente esclusi il sabato e la domenica.

Ma sta facendo molte pause proprio a causa del macchinario che si rompe di continuo. Anche oggi è stata rimandata a casa dopo essere quasi arrivata all’ospedale. Siamo stanchi, così come sono stanchi tutti gli altri pazienti oncologici che anziché fare una “buona” cura, vengono rimandati a casa. Per domani 1 novembre le hanno detto che restano chiusi perché “è festa”. Ma da quando la sanità può permettersi di andare in vacanza? Queste cure sono importanti, non si può aspettare. Oltretutto come si può avere un solo macchinario per fare la radio? E per di più che si inceppa sempre???? Scusate lo sfogo, sono veramente molto arrabbiata…

Ultima modifica: 31 ottobre 2018

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