Cagliari, l’esercito “gelato” dei poveri sardi e stranieri: “Le coperte? Vanno via come il pane”

Giorni di gelo anche in città, decine di senzatetto fanno i conti con temperature che, la notte, scendono anche sottozero. Via Sonnino, sotto l’ex Cariplo, ma anche viale Buoncammino e la centralissima San Benedetto: “Grazie al cuore dei volontari riusciamo a non morire di freddo”. Ecco le loro storie



Coperte, soprattutto. Tante coperte, donate da chi può permettersi di donarle, insieme a giacconi, calze di lana e scarpe ben robuste. A raccoglierle è l’Acli provinciale, che ha attivato un servizio di volontariato. In tre, a bordo di un pulmino, fanno il giro della città, andando quasi a colpo sicuro da quei poveri rannicchiati sotto il palazzo del Comune di via Sonnino, nei portici del maxi palazzo dell’ex Cariplo, ma anche a pochi metri dal vecchio carcere di Buoncammino e attorno a piazza Giovanni XXIII. Le ultime notti sono state da battere i denti, e appena i volontari scendono dal furgoncino è quasi una “corsa” alla richiesta di aiuto.
Sono dodici i senzatetto nei quattro lati del palazzo del Comune di via Sonnino. Walter, cagliaritano, stringe forte forte un piumone e, mentre ringrazia i suoi “angeli”, da sotto il palazzo dell’ex Cariplo arriva, correndo, un 19enne: “Sono della Somalia, vivo qui da due anni e mezzo. Non ho un lavoro, c’è una coperta o una giacca anche per me?”, chiede tenendo gli occhi bassi. “Sì, eccola”; risponde Raffaela Sanna, una delle volontarie. Prima di andare via c’è il tempo per consegnare un giubbotto anche a Luca, 50enne di Cagliari che vive in strada “da 5 anni”. Il tour della povertà prosegue: in viale Buoncammino vivono, dentro un furgone blu, Gabriel e la sua compagna, entrambi della Romania: “In passato ho lavorato nelle campagne. Se avessi una casa dovrei pagare troppo, tra bollette e tasse. Mi arrangio vendendo roba ai mercatini, riesco a farmi circa trecento euro al mese”, racconta il 40enne mentre riceve un paio di maglioni e due giacche, una da donna, dalle mani di Roberto Corona, volontario di 23 anni. A pochi metri di distanza, proprio dentro un’area con attrezzi sportivi tirata su dal Comune, c’è l’ennesimo “rifugio” di un senzatetto. Lui, però, non c’è: i volontari delle Acli sanno che tornerà lì, e gli lasciano un paio di guanti, due sciarpe e calzettoni. Con il gelo che, almeno sino a domenica, non lascerà Cagliari, per il povero saranno oggetti preziosi al pari di una bussola per orientarsi nel deserto.

Ultima modifica: 11 gennaio 2019

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