Cagliari, la ricca vita dei trafficanti di droga: “Aiutavano con soldi anche le famiglie dei detenuti”

Un giro d’affari, quello certificato da polizia e Guardia di Finanza, milionario: “Appurata una rilevante sproporzione tra i beni dichiarati e i redditi”. Ecco tutti i nomi dei cagliaritani della banda che, in due anni, ha fatto arrivare nell’Isola oltre venti tonnellate di hascisc



“Le ingadini hanno permesso di appurare che il tenore di vita di tutti i componenti della banda era molto al di sopra delle loro reali possibilità”. A riferire questo particolare è il questore di Cagliari, Pierluigi D’Angelo, nel corso della conferenza stampa legata agli undici arresti della banda sardo-campana che, dal 2015, è riuscita a compiere trenta “trasferimenti” di hascisc dal Napoletano all’Isola. E spuntano gli “illegali arricchimenti da parte dei membri dell’organizzazione”, con “una rilevante sproporzione tra la disponibilità dei beni risultati intestati, o nella disponibilità dei loro familiari conviventi, e i redditi dichiarati”. Non solo: è stato possibile accertare “la capacità di assistere economicamente i sodali tratti in arresto, nonché le loro famiglie duranti i periodi di detenzione”.
I sardi arrestati sono Stefano Medda, 44 anni, Carlo Tintis, di 46, Gaetano Tintis, 59enne, Antonio Tintis, 36, Matteo Tintis, 29 anni, Fabrizio Moroni, 44 anni, il 21enne Vittorio Piras e Fabrizio Medda, anch’egli 21enne e già detenuto.

Ultima modifica: 8 novembre 2018

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