Cagliari, la Caritas fa arrivare madre e figlia profughe dall’Eritrea: “Qui vivranno al sicuro”

Kokob e sua figlia abbracciano Dawit, uno dei due giovani eritrei in città da fine giugno. Successo per l’operazione “Corridoi umanitari” della Caritas: “Adesso potranno costruirsi una nuova vita qui in Sardegna”



Dawit attende la sua Kokob con un bouquet di fiori tra le mani, e la abbraccia fortissimo appena lei, dopo essere arrivata da Fiumicino, varca il settore degli arrivi dell’aeroporto di Elmas. Successo per l’iniziativa della Caritas “Corridoi umanitari”. Una madre e la figlia, entrambe eritree, dopo mesi di attesa riescono ad arrivare in un luogo più sicuro. Dawit era in città già da tempo, e adesso potranno cercare un futuro migliore nell’Isola. Un ricongiungimento familiare che si inserisce nel progetto che vede in prima linea la Cei con la Caritas, la Fondazione Migrantes, la Comunità di Sant’Egidio e il Governo.
Salgono così a 4 i profughi arrivati nell’Isola, su un totale di ottantacinque arrivati in tutta Italia. Il progetto si interrompe, ma la speranza dei vertici della Caritas sarda è che “possa riprendere presto”.

Ultima modifica: 1 febbraio 2019

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