Cagliari, no secco a nuovi centri commerciali: “Così si uccidono i piccoli lavoratori”

L’ultimo, in ordine di tempo, sorgerà nel viale Poetto. Tra supermarket e grandi attività di vendita, in città i metri quadri destinati alla grande distribuzione continuano ad aumentare. “Non siamo una metropoli, per il mondo del lavoro è una mazzata”



L’ultimo, in ordine di tempo, sorgerà nel viale Poetto. Tra supermarket e grandi attività di vendita, in città i metri quadri destinati alla grande distribuzione continuano ad aumentare. “Non siamo una metropoli, per il mondo del lavoro è una mazzata”
Sono sempre di più i centri commerciali in città. Maxi market, alcuni sono discount, più quelli davvero giganteschi, dove si trova davvero di tutto. Ma, fuori dai tanti metri quadri in mano alla grande distribuzione, c’è una città dove il lavoro continua ad essere un’emergenza. Perché non c’è. E l’apertura dell’ennesimo supermarket in viale Poetto – all’interno dell’ex autoparco Ersat – scatena un fiume di reazioni, quasi tutte negative, tra i nostri lettori.
“Negli Stati Uniti, dove tutto é cominciato grandi centri commerciali hanno chiuso e sono ormai abbandonati. Prima o poi anche qui imploderanno. Ma nel frattempo spariranno i commercianti. Complice anche la mancanza di parcheggi in centro”, commenta Silvia Nieddu. “Io vorrei cercare di capire: i centri commerciali per vivere hanno bisogno di incassare, no? Dunque di soldi!!! Sento che c’é crisi, che soldi non ce ne sono, dunque di che vivono? Qualcosa non quadra!!! Se non ci fossero soldi non vivrebbero questi centri commerciali!!! vuol dire che soldi ce ne sono, eccome”, sentenzia Daniela Foddis. “Come finire di ammazzare i piccoli artigiani”, sostiene Gianluca Contu. Massimo Ibba avvita il suo ragionamento su un semplice conto: “Sembra che siamo milioni di abitanti!!!”. Fabio Piras mette nel mirino l’amministrazione comunale di centrosinistra. “Così è uccidere il commercio, il Comune lavora solo per fare cassa”. Angelo Succa invita a pensare al passato. “Ma non si viveva lo stesso quando i centri commerciali non esistevano?”. “Giusto investire. Ma investire sempre nelle stesse cose!!! Diventa una guerra tra poveri”, scrive Paolo Pacini. “Aprirne uno per chiuderne dieci. Per carità, troppe aperture in tutti i settori”, afferma Erika Melis. Tra i pochissimi a favore c’è Enrico Ortu. “10 anni lasciato a marcire, adesso ci si interroga se era meglio qualsiasi altra cosa al Posto di un market??? Forse sì’, ma intanto nessuno ha comprato quello spazio prima, perciò ben venga il market al posto del degrado”.

Ultima modifica: 14 novembre 2017

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