Bracconaggio, il cucciolo Leo strangolato da un laccio a Muravera

Come tutti i cuccioli, Leo aveva voglia di scoprire il mondo, ma la sua curiosità gli è stata fatale. E’ morto strangolato da un laccio in acciaio abilmente piazzato dai bracconieri, a soli 400 metri dalla casa in cui abitava, nelle campagne di Muravera



di Vanessa Usai

Come tutti i cuccioli, Leo aveva voglia di scoprire il mondo, ma la sua curiosità gli è stata fatale. E’ morto strangolato da un laccio in acciaio abilmente piazzato dai bracconieri, a soli 400 metri dalla casa in cui abitava, nelle campagne di Muravera, in località Pisanedda. Il fatto è stato denunciato attraverso un post su Facebook dalla proprietaria del cane, che stavolta non ha resistito alla tentazione di esternare tutta la sua rabbia contro il fenomeno del bracconaggio, una pratica molto diffusa nella zona.

“Lo scorso settembre un altro mio cane era finito in un laccio, ma essendo più grande e dunque più scaltro, era riuscito a sopravvivere per 8 giorni intrappolato nel cavo per cinghiali”, ha raccontato la donna. Una storia che si era conclusa a lieto fine, con il ritrovamento dell’amico a quattro zampe, mentre il piccolo Leo, di appena un anno, nella sua breve ‘fuga’ da casa non è stato altrettanto fortunato. “L’intento del mio post non è quello di suscitare tenerezza, tanto che non ho pubblicato alcuna foto di Leo, ma quello di sensibilizzare contro la pratica illegale e barbara del bracconaggio, che niente ha a che vedere con la caccia”, ha aggiunto la proprietaria del cucciolo. Il post ha ricevuto centinaia di like e commenti indignati, e oltre 200 condivisioni.

Ultima modifica: 12 febbraio 2018


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